IL DELIRIO DI CAPGRAS: QUANDO SI CREDE CHE I PROPRI CARI SIANO DEI SOSIA

Dott.ssa Lucilla Castrucci https://www.buonmedico.it/medico-lucilla-castrucci_259460.html

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i disturbi mentali siano ai primi posti come carico di sofferenza e disabilità per la popolazione e che tendano all’aumento nei paesi industrializzati. Tra gli stati morbosi più frequenti e più noti vi sono i disturbi di tipo depressivo-ansioso, quelli che riguardano il comportamento alimentare e la dipendenza. Vi sono poi sintomi più rari che appartengono alle psicosi. Alcuni sono particolarmente strani, tra questi alcune forme di delirio come quello di Capgras.

Nel 1923 Capgras studiò il caso di una donna sposata di 53 anni che manifestava ciò che egli chiamò “l’illusion des sosies”. La donna presentava una storia di psicosi da circa 10 anni e la convinzione delirante secondo cui le persone nella sua vita erano state sostituite da doppioni identici.

Definizione

Il delirio di Capgras è un disturbo neuropsichiatrico raro inserito nei moderni manuali tra i disturbi psicotici atipici. Il termine “delirio” deriva dal latino “delirare” cioè uscire dal solco, dal limite, è una convinzione privata della realtà, una condizione estremamente rigida e personalmente valida. È costituito da false credenze che una persona mostra su qualcuno o su qualcosa in assenza di prove adeguate a sostegno.

È caratterizzato da un’alterazione della coscienza e da modificazioni cognitive che si sviluppano in un breve lasso di tempo ed ha un decorso fluttuante. Si manifesta nel momento in cui si verifica una discrepanza tra quanto percepibile dal mondo esterno e i segnali cerebrali. La realtà delirante subentra al posto della realtà interumana comune che regredisce totalmente nell’ombra.

Le diverse forme di delirio

Esistono varie forme di delirio, quelle che riguardano i falsi riconoscimenti deliranti comprendono una gamma di diverse costellazioni sindromiche con false interpretazioni del Sè e/o dell’ambiente che hanno in comune il concetto di doppio.

Si distinguono le seguenti sindromi da falso riconoscimento:

  • Delirio di Capgras: chi ne soffre è convinto che una persona affettivamente significativa sia stata sostituita da un sosia. Il doppione è solitamente il coniuge o un parente più o meno stretto, non mancano casi di animali domestici. Nella maggioranza delle volte il sosia viene percepito come un impostore ed è trattato con ostilità. Solo il 30% dei pazienti considera positivamente il sostituto
  • Sindrome di Fregoli il paziente riconosce gli estranei come familiari o amici
  • Paramnesia reduplicativa: convinzione delirante secondo cui un luogo o una scena sia stata duplicata in un altro luogo
  • Ermafroditismo delirante: il paziente crede di essere stato incorporato insieme ad un amico del sesso opposto nello stesso corpo.

La sindrome di Capgras si manifesta maggiormente nelle donne rispetto agli uomini, nel 4% dei casi di disturbi psicotici e nel 6-20% di demenza diAlzheimer https://www.medicinaxtutti.it/2020/04/18/halzheimer-diagnosi-precoce-e-prevenzione/

Eziologia

Originariamente Capgras sosteneva che il delirio da lui descritto fosse la conseguenza di sentimenti di estraneità vissuti da parte del paziente nei confronti delle persone emotivamente vicine e che proprio grazie a tali sentimenti si sviluppassero le tendenze paranoicali e l’illusione del sosia.

Oggi, gli esatti meccanismi patogenetici di questo delirio non sono ancora compresi pienamente. Le ipotesi formulate a riguardo possono essere distinte in neurobiologiche e psicologiche.

I modelli proposti per spiegare il delirio

Uno dei primi modelli per spiegare l’insorgere della sindrome di Capgras ha proposto un danneggiamento nei circuiti neuronali coinvolti nel riconoscimento dei volti. Questa teoria ipotizza un riconoscimento implicito e uno esplicito. Il riconoscimento implicito ha il compito di associare la risposta emotiva alla percezione, così un volto percepito viene riconosciuto come familiare.

Il circuito deputato ad attribuire un sentimento di familiarità alle percezioni coinvolgerebbe l’area occipito-limbica e alcune aree dorsali che vanno dalla corteccia visiva associativa alla corteccia parietale postero-inferiore. Nella sindrome di Capgras, la lesione del segmento dorsale sarebbe responsabile di risposte emozionali inappropriate. I pochi studi di neuroimaging sembrano confermare questa ipotesi. Un’ulteriore teoria attribuisce un ruolo chiave all’amigdala visto che da essa dipendono le memorie emotivamente significative.

Questi modelli sono applicabili alle forme tipiche di delirio di Capgras ma non a tutti i casi di questa sindrome. Donoso e Behrens riportano il caso di una paziente che manifestava un delirio di Capgras nei confronti della figlia residente all’estero connesso esclusivamente ai contatti telefonici. Le alterazioni nel riconoscimento del volto, in questo caso, sarebbero assenti.

Nel modello di lateralizzazione si ipotizza che il delirio sia connesso ad un danno del lobo cerebrale destro. Alcuni studi effettuati con risonanza magnetica hanno evidenziato lesioni dei lobi frontali, parietali e temporali destri in soggetti con delirio. Tuttavia, non tutte le persone con danni dell’emisfero destro manifestano un delirio

Un dato interessante, a sostegno dell’ipotesi di un’origine organica è che la sindrome di Capgras è stata individuata quale conseguenza di traumi cranici, disturbi cerebrovascolari e patologie neurodegenerative come varie forme di demenza e il morbo di Parkinson. Se il delirio di Capgras deriva da un disturbo psicotico tende ad insorgere in età precoce; se la patologia origina da cause organiche, invece, appare improvvisamente e bruscamente in coincidenza con il danno subìto. Secondo la psicanalisi, il delirio di Capgras è legato all’incapacità del soggetto di accettare i propri vissuti di rabbia o paura nei confronti di una persona reale e per questo si ha una “proiezione” di tali sentimenti su un sosia immaginario sostituto della persona stessa.

Berson (1983) ritiene che l’origine del disturbo sia da attribuire ad un cambiamento doloroso in una relazione interpersonale importante per la vita del paziente. In questa situazione il soggetto sperimenterebbe sentimenti ambigui nei riguardi della persona responsabile del cambiamento nella relazione e sarebbe portato a concludere che tali sentimenti così contrastanti siano suscitati da un impostore.

Terapia

Il delirio di Capgras è una situazione patologica complicata che non si limita ad un semplice problema di riconoscimento facciale e che può manifestarsi in modo:

  • intermittente
  • transitorio
  • cronico

È una disfunzione multipla basata su processi cognitivi legati alla familiarità, sull’interpretazione di percezioni anomale e sul processo di formazione di credenze e convinzioni deliranti. La sindrome è, dunque, difficile da trattare. Dal punto di vista farmacologico trovano indicazione gli antipsicotici e gli antidepressivi, mentre per quanto concerne in trattamento psicoterapico sono indicate le terapie cognitivo-comportamentali e psicodinamiche.

Vengono principalmente utilizzate in psicoterapia, le tecniche di ristrutturazione cognitiva e il coinvolgimento familiare per l’alto costo emotivo che la sindrome comporta. Tutti questi trattamenti sono applicati con un certo successo, ma nulla garantisce la guarigione.

Conclusioni

Data la rarità del delirio di Capgras, la maggior parte delle pubblicazioni al riguardo tratta casi singoli rendendo difficile l’identificazione di fattori comuni e la verifica dei vari modelli eziologici. Tuttavia, le manifestazioni sintomatologiche possono derivare sia da disturbi neurologici che psichiatrici. La valutazione psicodiagnostica dei pazienti con sindrome di Capgras deve sempre essere integrata da un esame neurologico accurato. L’approfondimento della comprensione eziopatogenetica e neurofisiologica di questo disturbo è fondamentale per stabilire nuove opzioni terapeutiche.

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