NEWS 2021

LE NEWS DI DICEMBRE

Anziani, nuove linee guida contro l’abuso dei farmaci. Gli anziani assumono troppe medicine ogni giorno e per un tempo più lungo del necessario. Un fenomeno in aumento, complice il progressivo invecchiamento della popolazione, la compresenza di almeno due patologie croniche che riguarda il 75% degli over 60 e la quasi totalità degli ultra ottantenni. Per affrontare queste distorsioni terapeutiche la Società italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg), in collaborazione con altre cinque società scientifiche, ha sviluppato le prime Linee Guida italiane per la corretta gestione della politerapia e delle malattie complesse presentate presentate in occasione del 66mo Congresso Nazionale della Sigg, a Roma dalll’1 al 4 dicembre. DottNet https://www.dottnet.it/articolo/32529063/anziani-nuove-linee-guida-contro-l-abuso-dei-farmaci/?tag=11249219142&tkg=1&cnt=2

 

LE NEWS DI  NOVEMBRE

IL 14  NOVEMBRE E’ LA GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE: scoperto biomarcatore nel sangue che può predirlo fino a 19 anni prima

Secondo il comunicato dell’Università di Lund, una proteina che circola nel sangue, la follistatina è Il biomarcatore del diabete.Analizzando i livelli di questa proteina nel sangue è possibile in alcuni casi predire l’occorrenza del diabete fino a 19 anni prima dell’occorrenza dei primi sintomi. Si tratta di una scoperta che, naturalmente, potrebbe favorire tutte le persone che hanno complicazioni della salute collegate al diabete nonché i semplici diabetici. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/diabete-scoperto-biomarcatore-nel-sangue-che-puo-predirlo-fino-a-19-anni-prima/

 

Denti da latte e rischio di disturbi mentali, scoperta straordinaria dei ricercatori

Un interessante studio sui denti da latte dei bambini è stato condotto da un team di ricercatori dell’Università di Bristol. Questi ultimi giungono alla conclusione che i denti da latte possono rivelarsi utili, previa analisi, per valutare il rischio di insorgenza di disturbi mentali più avanti nella vita. Come spiegano gli scienziati, infatti, i denti da latte sembrano contenere delle linee di crescita, un po’ come gli anelli degli alberi, le quali possono fornire informazioni su determinate esperienze stressanti avute durante l’infanzia. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/denti-da-latte-e-rischio-di-disturbi-mentali-scoperta-straordinaria-dei-ricercatori/

 

 

Un impianto “legge” i deficit cognitivi e li corregge: lo studio pilota finisce su Nature

Un impianto cerebrale capace di migliorare le funzioni cognitive attraverso degli impulsi elettrici in determinate aree del cervello. È il frutto dello studio condotto dai ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università del Minnesota e del Massachusetts General Hospital, pubblicato dalla rivista Nature.L’impianto può individuare i biomarcatori di alcuni deficit cognitivi e apportare in tempo reale i dovuti correttivi attraverso l’unico input che il cervello umano considera valido, gli impulsi elettrici. HD blog https://www.hdblog.it/scienza/articoli/n546595/impianto-cerebrale-depressione-ansia-studio/

Donne che hanno allattato al seno meno a rischio di declino cognitivo dopo menopausa secondo studio

Secondo uno studio pubblicato su Evolution, Medicine and Public Health Le donne che hanno allattato al seno mostrano un rischio più basso di declino cognitivo superati i 50 anni. Il positivo impatto sulle donne in post-menopausa e in generale i benefici a lungo termine per il cervello delle madri che hanno allattato al seno i propri bambini è stato scoperto a seguito dell’analisi di una serie di dati contenuti in due studi clinici trasversali e realizzati presso l’UCLA Health. Notizie Scientifiche. https://notiziescientifiche.it/donne-che-hanno-allattato-al-seno-meno-a-rischio-di-declino-cognitivo-dopo-menopausa-secondo-studio/

LE NEWS DI OTTOBRE

Autismo. Studio italiano individua una forma specifica con neuroni con troppe sinapsi

Individuata una forma di autismo causata dalla presenza di un eccessivo numero di sinapsi nella corteccia cerebrale. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Communications, è dei ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dell’Università di Pisa.
Nello specifico i ricercatori hanno individuato una disfunzione che riguarda i neuroni di un’area cerebrale deputata alla comunicazione, i quali presentano un eccessivo numero di sinapsi, ovvero le microscopiche protuberanze che servono per inviare e ricevere segnali tra neuroni. Quotidiano Sanità http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=99490

Latte materno e batteri dell’intestino dei neonati, la scoperta degli scienziati

Un nuovo studio, pubblicato su Nature Microbiology, mostra che alcuni tipi di batteri presenti negli intestini dei bambini allattati al seno usano determinati componenti del latte materno per creare particolari composti utili per la salute del bambino stesso. Si tratta di bifidobatteri, batteri benefici: un enzima che producono, spiega il comunicato apparso sul sito dell’Università tecnica della Danimarca (DTU), infatti, a sua volta produce delle piccole molecole le quali sembrano aiutare il sistema immunitario. Notizie Scientifiche https://notiziescientifiche.it/latte-materno-e-batteri-dellintestino-dei-neonati-la-scoperta-degli-scienziati/

Un videogioco per aiutare i bambini a controllare la rabbia

Pubblicati dalla rivista Frontiers of Psychiatry i risultati di uno studio pilota condotto dagli scienziati del Boston Children’s Hospital: un videogioco volto a mantenere la frequenza cardiaca bassa può aiutare i giovani a imparare a regolare la propria rabbia.Il gioco, chiamato Regulate and Gain Emotional Control (RAGE-Control), è stato sviluppato al Boston Children’s circa un decennio fa. Insegna ai bambini a rimanere calmi durante situazioni stressanti o frustranti. Nel gioco, i ragazzi cercano di sparare ad asteroidi virtuali evitando le navi amiche, mentre un saturimetro da polso monitora la frequenza cardiaca. Se la frequenza cardiaca aumenta troppo, i giocatori perdono la capacità di sparare. Popular science http://www.popsci.it/canali-medicina/disturbi-umore/un-videogioco-per-aiutare-i-bambini-a-controllare-la-rabbia.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03

Il rischio suicidio legato alle strutture del cervello

Nella ricerca guidata dal Queensland Institute of Medical Research, sono stati studiati i cervelli di quasi 19 mila persone: di cui 694 avevano tentato il suicidio e oltre 6000 soffrivano di depressione e non avevano tentato di togliersi la vita. Nello studio di neuroimmagine finora più ampio e comprensivo del comportamento Nei soggetti che avevano tentato il suicidio, tre regioni del cervello erano più piccole: il talamo che connette i circuiti cerebrali, il pallidum che è associato con l’elaborazione dei segnali sensoriali e delle emozioni, e il lobo parietale inferiore sinistro. Non vi erano invece differenze nella grandezza di tali aree negli altri due gruppi che non avevano precedenti di tentato suicidio. ANSA https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2021/10/19/il-rischio-suicidio-legato-alle-strutture-del-cervello_33e1b6cd-69e3-4afc-a3ef-79e278dc60c4.html

Nuovi geni per far luce sulla schizofrenia

Uno studio condotto dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia,in un gruppo di 400 pazienti italiani affetti da schizofrenia ha permesso di identificare alcuni geni di suscettibilità (TMEM74, RAVER2, RUNX1, GXYLT2 e RBPJ) associati alle alterazioni delle funzioni cognitive sociali. Sono informazioni importanti sulla patofisiologia di queste alterazioni e confermano che anche questa disfunzione potrebbe essere dovuta ad anomalie dei processi di neurosviluppo. DottNet https://www.dottnet.it/articolo/32528552/schizofrenia-diabete-borderline-disregolazione-emotiva-depressione-pandemia-e-psichiatria-forense-la-ricerca-fatebenefratelli/?tag=11214034825&tkg=1&cnt=1

Demenza e malattie oculari: ampio studio cinese conferma il collegamento

Secondo uno studio pubblicato dal British Journal of Ophthalmology e coordinato da Xiaohong Yang, del Guangdong Eye Insitute, in Cina la degenerazione maculare correlata all’età (AMD), la cataratta e le malattie oculari legate al diabete (DRED), ma non il glaucoma, aumentano tutte il rischio di demenza per qualsiasi causa.Per lo studio, Yang e colleghi hanno preso in considerazione più di 112mila adulti su cui c’erano dati disponibili a livello di malattie oculari, che non avevano demenza all’inizio dello studio e avevano meno di 55 anni. Le persone sono state seguite fino al 2021, per un totale di oltre 1,2 milioni di anni/persona di follow-up. Popular Science http://www.popsci.it/demenza-e-malattie-oculari-ampio-studio-cinese-conferma-il-collegamento.html

La pandemia è stata un acceleratore per l’obesità infantile

Uno studio recentemente pubblicato dalla rivista JAMA,  ha confrontato l’indice di massa corporea di bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni d’età nel periodo pre-pandemia (da marzo 2019 a gennaio 2020) con quello registrato durante la pandemia (marzo 2020 e gennaio 2021). I risultati mostrano che il peso medio dei bambini tra i 5 e gli 11 anni d’età è aumentato di 2,30 chilogrammi; quello dei ragazzi tra i 12 e 15 anni di 2, 31 chilogrammi; e quello dei ragazzi di 16 e 17 anni di 1,03 chilogrammi. In particolare, la fascia d’età più colpita è quella che va dai 5 agli 11 anni: l’aumento di peso è passato dal 36 al 45 per cento. Dott Nett  https://www.dottnet.it/articolo/32528496/la-pandemia-e-stata-un-acceleratore-per-l-obesita-infantile-/?tkg=1

 

 

Nuova dieta MIND collegata a migliori prestazioni cognitive, in particolare in anziani

Pubblicato sulla Journal of Alzheimer’s Disease. Uno studio realizzato da ricercatori del Rush University Medical Center analizza il collegamento tra la dieta MIND e le prestazioni cognitive notando un’associazione tra la suddetta dieta e un miglioramento delle stesse prestazioni cognitive. Secondo quanto spiegano i ricercatori in un comunicato emesso dall’università americana,gli anziani potrebbero effettivamente trarre dei benefici dalla dieta MIND, in particolare quando tendono a sviluppare quei grovigli o placche proteiche, definite beta-amiloidi, nel cervello che rappresentano una delle prime fasi di alcuni disturbi neurologici come il morbo di Alzheimer. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/nuova-dieta-mind-scollegata-migliori-prestazioni-cognitive-in-particolare-in-anziani/

 

 

Le tossine ambientali sono fattori di rischio per Parkinson e diabete

Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Pharmaceuticals realizzato dall’Università di Pisa in collaborazione con quella de L’Aquila. Le tossine ambientali possono rappresentare un fattore di rischio per patologie come il morbo di Parkinson e il diabete, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Pharmaceuticals realizzato dall’Università di Pisa in collaborazione con quella de L’Aquila. Tossine ambientali, spiega l’ateneo, “che possono causare la malattia di Parkinson, sono un fattore di rischio anche per il diabete, dimostrando così una vulnerabilità condivisa tra neuroni dopaminergici e beta-cellule pancreatiche”. DottNet https://www.dottnet.it/articolo/32528344/le-tossine-ambientali-sono-fattori-di-rischio-per-parkinson-e-diabete/?tag=11194426430&tkg=1&cnt=1

 

Perdita di memoria, identificati nuovi possibili bersagli farmacologici nei circuiti neurali

I ricercatori di Bristol, lavorando insieme a colleghi della Sosei Heptares, un’azienda biofarmaceutica, hanno individuato specifici recettori dell’acetilcolina che hanno un ruolo nel trasferimento delle informazioni attraverso i circuiti neuronali della memoria nell’ippocampo. L’acetilcolina è un neurotrasmettitore prodotto nel cervello nel corso della fase di apprendimento che risulta importantissimo per l’acquisizione di nuovi ricordi. Lo studio potrebbe rappresentare un progresso importante per il trattamento di vari disturbi cerebrali, in particolare quelli legati alla memoria. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/perdita-di-memoria-identificati-nuovi-possibili-bersagli-farmacologici-nei-circuiti-neurali/

Buon sonno collegato a dieta più sana? I risultati dello studio

Pubblicato Journal of Occupational Medicine and Toxicology  uno studio di un team di ricercatori dell’Università della Finlandia Orientale (UEF Viestintä) che ha indagato il collegamento tra il recupero fisiologico che può avvenire durante il sonno ed il comportamento alimentare nonché il consumo di alcol. Secondo i ricercatori, un sonno migliore può essere collegato anche ad abitudini alimentari migliori, in particolare a quei fattori che influenzano le decisioni su cosa mangiare. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/buon-sonno-collegato-a-dieta-piu-sana-i-risultati-dello-studio/

Artrite reumatoide, scoperto collegamento con batteri e rivestimento dell’intestino

Secondo un comunicato emesso sul sito dell’University College di Londra, il danno al rivestimento dell’intestino potrebbe essere collegato allo sviluppo dell’artrite reumatoide, un’informazione che potrebbe portare a nuove terapie per questa malattia. I ricercatori hanno realizzato per ora solo uno studio preclinico con esperimenti effettuati su topi e con analisi dei campioni prelevati da pazienti. Sono giunti alla conclusione che un approccio basato sul ripristino della barriera intestinale può rappresentare un’arma utile per contrastare i sintomi dell’artrite reumatoide. Notizie Scientifiche https://notiziescientifiche.it/artrite-reumatoide-scoperto-collegamento-con-batteri-e-rivestimento-dellintestino/

Dipendenza dal web, un progetto per aiutare i ragazzi

Combattere la dipendenza da internet con un videogioco: puo’ sembrare un controsenso e invece e’ una delle strategie che verranno impiegate nel progetto finanziato dal Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ccm) del Ministero della Salute per gli studenti delle scuole medie di 12-14 anni per favorire un uso consapevole del web e prevenirne uno problematico. La chiave e’ agire con un programma psico-educativo delle emozioni per insegnare ai ragazzi ad auto-regolamentarsi emotivamente e trovare delle soluzioni in situazioni per loro stressanti o frustranti. Ansa https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2021/09/04/al-via-progetto-tra-ragazzi-contro-uso-problematico-internet_070134fc-19b5-4e30-ba23-299c7036db9b.html

 

LE NEWS DI AGOSTO

L’impatto psicologico e comportamentale della pandemia sui bambini
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/2021/07/covid19-bambini-conseguenze/

 

 

 

 

 

Il troppo lavoro comporta l’aumento della mortalità e disabilità da malattie cardiovascolari

Lo studio realizzato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) non lascia dubbi: lavorare più di 55 ore alla settimana aumenta il rischio di cardiopatia ischemica e ictus rispetto a chi lavora con l’orario settimanale standard di 35-40 ore. Gli enti grazie al contributo di un gruppo di esperti hanno prodotto le prime stime sulla perdita di vite umane e sui danni alla salute conseguenti a malattie cardiovascolari associate all’eccesso di ore di lavoro. Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32527658/il-troppo-lavoro-comporta-l-aumento-della-mortalita-e-disabilita-da-malattie-cardiovascolari-/?tkg=1

L’irisina, il nuovo ormone prodotto dei muscoli da poco scoperto, ha effetti benefici sull’Alzheimer

Pubblicata su Nature Metabolism una ricerca del team  del Massachusetts General Hospital (MGH).Lo studio si è concentrato sull’irisina, un ormone che i muscoli producono quando si eseguono esercizi fisici. Secondo gli stessi ricercatori, e secondo il comunicato dell’ospedale americano emesso sul sito ufficiale, usare questo ormone potrebbe rivelarsi utile per realizzare una nuova terapia per affrontare i sintomi nel cervello derivanti dall’Alzheimer. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/lirisina-il-nuovo-ormone-prodotto-dei-muscoli-da-poco-scoperto-ha-effetti-benefici-sullalzheimer/

Il mitocondrio incrementa l’obesità indotta dall’alimentazione

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Embo Molecular Medicine realizzato dall’Università della California a Irvine  il motore energetico delle cellule, il mitocondrio, può incrementare l’obesità indotta dall’alimentazione. Ora grazie a una nuova scoperta, c’è un approccio farmacologico che potrebbe mirare proprio a questo aspetto. Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32528193/il-mitocondrio-incrementa-l-obesita-indotta-dall-alimentazione-/?tkg=1

Scoperto nuovo meccanismo di protezione dei neuroni

Una ricerca condotta dall’Unità di Neurobiologia dei Disturbi del Movimento dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), in collaborazione con l’Università di Pisa e l’Università Sapienza di Roma,  pubblicata sulla rivista scientifica International Journal of Molecular Sciences,  chiarisce uno dei meccanismi attraverso i quali la noradrenalina è capace di evitare la neurodegenerazione, elemento caratteristico di diverse patologie, come Alzheimer e Parkinson. Lo studio è stato condotto su cellule nervose coltivate in laboratorio. Diario del Web Salute https://www.diariodelweb.it/salute/articolo/?nid=20210824-548434

Il colesterolo cerebrale regola le placche di Alzheimer.

Un team co-guidato da scienziati di Scripps Research ha utilizzato metodi di imaging avanzati per rivelare come la produzione della proteina amiloide-beta (Aβ) associata all’Alzheimer nel cervello sia strettamente regolata dal colesterolo. Il lavoro degli scienziati fa progredire la comprensione di come si sviluppa la malattia di Alzheimer e sottolinea il ruolo a lungo sottovalutato del colesterolo cerebrale . I risultati aiutano anche a spiegare perché gli studi genetici collegano il rischio di Alzheimer a una proteina che trasporta il colesterolo chiamata apolipoproteina E (apoE). “Abbiamo dimostrato che il colesterolo agisce essenzialmente come un segnale nei neuroni che determina la quantità di Aβ prodotta, e quindi non dovrebbe sorprendere che l’apoE, che trasporta il colesterolo ai neuroni, influenzi il rischio di Alzheimer“, afferma il prof. Scott Hansen. Medicina in  biblioteca https://blogpinali.wordpress.com/2021/08/15/il-colesterolo-cerebrale-regola-le-placche-di-alzheimer/

 

Calo delle prestazioni cognitive negli anziani con diabete di tipo 1

Risultati di 32 anni di follow-up nello studio DCCT e EDIC: la funzione cognitiva diminuisce con l’invecchiamento nel diabete di tipo 1. L’associazione della glicemia e dei livelli di pressione sanguigna con il declino cognitivo suggerisce che una migliore gestione potrebbe preservare la funzione cognitiva. DottNet ttps://www.dottnet.it/articolo/32528041/calo-delle-prestazioni-cognitive-negli-anziani-con-diabete-di-tipo-1/?tag=11171361061&tkg=1&cnt=1

Studio, anticorpo monoclonale dimezza i giorni di emicrania

Secondo lo studio al mondo real-life a lungo termine con anticorpi monoclonali anti-Cgrp nell’emicrania, coordinato dall’Irccs San Raffaele Roma e pubblicato su ‘Headache’, l’anticorpo monoclonale si è dimostrato in grado di ridurre del 50% i giorni di emicrania nella maggioranza dei casi. Ma il calo può arrivare fino al 75% nel 44% dei pazienti. Un’ampia ricerca multicentrica italiana condotta su pazienti emicranici cronici con almeno 5 tentativi falliti di altre terapie ha verificato che l’uso prolungato del farmaco innovativo dimezza i tempi di un attacco nel 75,6%, e ha risultati ancora più efficaci in oltre 2 persone su 5. Notizie.it https://www.msn.com/it-it/salute/medicina/studio-anticorpo-monoclonale-dimezza-i-giorni-di-emicrania/ar-AAMY8S1?srcref=rss

 

Fibromialgia, individuate le cause nel sistema immunitario

Uno studio condotto da esperti del King’s College di Londra e pubblicato sul Journal of Clinical Investigation suggerisce un potenziale passo avanti nella comprensione della fibromialgia, si tratterebbe di un disturbo del sistema immunitario e non di natura nervosa, insomma sembra configurarsi come una malattia autoimmune come il diabete di tipo 1 o la tiroidite. DottNet https://www.dottnet.it/articolo/32527940/fibromialgia-individuate-le-cause-nel-sistema-immunitario/?tag=11164335871&tkg=1&cnt=1

Parkinson, a Siena intervento innovativo per la neuromodulazione terapeutica

Effettuato all’ospedale di Siena un innovativo intervento neurochirurgico per la neuromodulazione terapeutica della malattia di Parkinson, un’alternativa ‘elettrica’ alla terapia. Gli interventi di stimolazione cerebrale profonda vengono effettuati a Siena sin dal 2004, con il posizionamento di piccoli elettrodi intracerebrali connessi a un neurostimolatore elettrico – spiega Simone Rossi, neurologo dell’Uoc neurologia e neurofisiologia clinica diretta da Rossi -. L’innovatività consiste nel tipo di elettrodi impiantati”: nell’ultimo intervento “sono stati usati elettrodi ‘direzionali’, cioè ogni contatto stimolante è suddiviso in tre parti, consentendo quindi una migliore personalizzazione della stimolazione e una maggiore possibilità di controllo di potenziali effetti collaterali. Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32528131/parkinson-a-siena-intervento-innovativo-per-la-neuromodulazione-terapeutica/

RAPPORTO CON IL CIBO E TEMPERAMENTO DEI BAMBINI: C’È UNA CORRELAZIONE

Secondo un recente studio condotto dalla UB Graduate School of Education e pubblicato sulla rivista Pediatric Obesity c’è una connessione tra temperamento e comportamento alimentare. La ricerca, condotta da un team di dottorandi e ricercatore, ha provato a mettere in luce la correlazione tra alcune reazione legate alla presenza o all’odore del cibo con il rischio di obesità e con un determinato temperamento, in bambini da quattro a otto anni. Tutto questo, per cercare di combattere e soprattutto di prevenire uno dei problemi più grandi della società occidentale, ossia proprio l’obesità infantile. Mamme.it https://www.mamme.it/rapporto-con-il-cibo-e-temperamento-dei-bambini-ce-una-correlazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rapporto-con-il-cibo-e-temperamento-dei-bambini-ce-una-correlazione

LE NEWS DI LUGLIO

TUMORI CEREBRALI, DAL BAMBINO GESU’ NUOVE SPERANZE DI CURA PER IL MEDULLOBLASTOMA

Una nuova speranza per la cura del medulloblastoma, il tumore cerebrale maligno più diffuso in età pediatrica. Lo studio, sostenuto interamente da AIRC, è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Acta Neurophatologica. I ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con le Università di Tor Vergata, Sapienza e di Trento, hanno scoperto il meccanismo che scatena la forma più aggressiva di questa malattia e hanno individuato due farmaci potenzialmente in grado di bloccare la crescita del cancro e delle metastasi. Saluteh24 https://www.saluteh24.com/il_weblog_di_antonio/2021/07/tumori-cerebrali-dal-bambino-gesu-nuove-speranze-di-cura-per-il-medulloblastoma.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+IlWeblogDiAntonio+%28Il+Weblog+di+Antonio+Caperna%29

 

Epilessia: scoperto un nuovo procedimento per guarire i neuroni danneggiati

I ricercatori della University of Virginia School of Medicine hanno scoperto un processo di riparazione precedentemente sconosciuto nel cervello che sperano possa essere sfruttato e migliorato per trattare le lesioni cerebrali legate alle convulsioni. Utilizzando immagini ad alta potenza, i ricercatori sono stati in grado di vedere, per la prima volta, che le cellule immunitarie chiamate microglia non solo rimuovevano il materiale danneggiato dopo convulsioni sperimentali, ma sembravano guarire i neuroni danneggiati. Quotidian post  https://www.quotidianpost.it/epilessia-scoperto-un-nuovo-procedimento-per-guarire-i-neuroni-danneggiati/

 

Alzheimer, individuate sei nuove varianti geniche alla base della malattia

Una ricerca, pubblicata su “Nature Communications” si basa sullo studio del  Dna di oltre 400.000 soggetti che ha confermato il ruolo di diversi geni, già in precedenza indicati come fattori di rischio per l’insorgenza del morbo di Alzheimer, e ha identificato nuovi geni candidati, alcuni dei quali dannosi ed altri protettivi. Sono state scoperte sei nuove varianti geniche alla base della malattia neurodegenerativa, la forma più comune di demenza senile, uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. Il lavoro di ricerca ha coinvolto anche un team di studiosi dell’Università Statale di Milano. DottNet https://www.dottnet.it/articolo/32528104/alzheimer-individuate-sei-nuove-varianti-geniche-alla-base-della-malattia/?tag=11176885782&tkg=1&cnt=2

SCHIZOFRENIA E DISTURBO BIPOLARE: INDIVIDUATO UN HOTSPOT EPIGENETICO

I risultati di uno studio, pubblicati sulla rivista “Nature Communications”, potrebbero offrire ai ricercatori un nuovo percorso per lo sviluppo di trattamenti più efficaci e strategie di screening basate sui biomarcatori. Più di 100 milioni di persone in tutto il mondo presentano la schizofrenia o il disturbo bipolare, caratterizzati da periodi di allucinazioni, deliri e processi di pensiero irregolare. Entrambi sono collegati a una sovrapproduzione del neurotrasmettitore dopaminergico, un regolatore chiave del comportamento alla ricerca di ricompense, risposte emotive, apprendimento e movimento. Il team di ricerca ha scoperto un gruppo di segni epigenetici che stimolano la produzione di dopamina e contemporaneamente alterano le sinapsi del cervello, i centri di informazione che trasmettono messaggi neurali responsabili di una funzione sana. Psicoline https://www.psiconline.it/news-di-psicologia/schizofrenia-e-disturbo-bipolare-individuato-un-hotspot-epigenetico.html

Scoperta area del cervello che collega gli oggetti che vediamo

Un nuovo studio pubblicato su Nature Communications grazie ad un modello statistico algoritmico  mostra le probabilità di vedere un oggetto se si è già visto un oggetto che di solito potrebbe trovarsi vicino ad esso o che è ad esso collegato. Quantizzando queste associazioni contestuali, tramite l’utilizzo di database di immagini con gli oggetti al loro interno etichettati, e monitorando l’attività cerebrale di alcuni partecipanti allo studio, gli scienziati hanno analizzato e mappato quelle aree del cervello che le gestiscono.
Hanno quindi accertato un coinvolgimento di  una particolare regione del cervello, inserita nella corteccia visiva, già conosciuta perché elabora le scene spaziali. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/scoperta-area-del-cervello-che-collega-gli-oggetti-che-vediamo/

 

Retinopatia diabetica e demenza: l’occhio una finestra sul cervello per diagnosticare precocemente il deficit cognitivo

Si chiama Recognised ed è uno studio clinico multicentrico, finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del progetto di ricerca Horizon 2020, finalizzato a valutare la correlazione tra retinopatia diabetica nei pazienti con diabete mellito di tipo 2, deficit cognitivo precoce e demenza. Dal momento che il diabete di tipo 2 è stato riconosciuto come un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo del deterioramento cognitivo e della demenza, valutare precocemente gli eventi che, a causa della malattia, si verificano nella retina, facilmente accessibile con le tecnologie attuali, potrebbe aiutare a identificare, altrettanto precocemente, anche il deterioramento cognitivo che si scatena a carico del cervello, nello sviluppo della demenza. Meteo Web https://www.meteoweb.eu/2021/07/retinopatia-diabetica-e-demenza-locchio-una-finestra-sul-cervello/170335

 

LE NEWS DI GIUGNO

COVID-19: il cervello subisce danni come per una malattia neurodegenerativa

Secondo quanto riportato da alcuni ricercatori su Nature, l’infiammazione cerebrale e la compromissione dei “circuiti cerebrali” osservate nei soggetti che muoiono per COVID-19 somigliano molto a quello che i medici rilevano nei cervelli di persone che decedono per patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. Le analisi del tessuto cerebrale di otto persone decedute per COVID-19 e di altre 14 morte per altre cause hanno mostrato “modifiche impressionanti” nei cervelli dei pazienti con COVID-19, ha dichiarato il ricercatore della Stanford University Tony Wyss-Coray. Popular Science http://www.popsci.it/covid-19-il-cervello-subisce-danni-come-per-una-malattia-neurodegenerativa.html

Talassemia, corretta la mutazione genetica che causa la forma più grave

Grazie alla tecnica del “taglia e cuci” genetico un team di ricerca dell’Università di Ferrara, guidato dalla professoressa Alessia Finotti (Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie), è riuscito per la prima volta a riparare la mutazione genetica responsabile della forma di β-talassemia più comune e grave del Mediterraneo. L’equipe si è avvalsa della tecnica innovativa di ingegneria genetica Crispr-Cas9, che permette di correggere in maniera mirata una sequenza di Dna. Nurse Times https://nursetimes.org/talassemia-corretta-la-mutazione-genetica-che-causa-la-forma-piu-grave/123980

Approvazione di aducanumab contro l’Alzheimer: una svolta tra molte incertezze

Ha sorpreso molti, deluso alcuni e reso ottimisti altri. L’approvazione dell’Fda (Food and Drug Administration degli Stati Uniti) del farmaco aducanumab per la malattia di Alzheimer, annunciata il 7 giugno, rappresenta sicuramente, nel bene o nel male, secondo i punti di vista, un punto di svolta nel trattamento della forma più comune al mondo di demenza senile. Si tratta del primo farmaco approvato per l’Alzheimer dal 2003 e, cosa forse ancora più importante, del primo trattamento che interviene non tanto sui sintomi, ma sui processi fisiopatologici che sembrano essere all’origine dello sviluppo della malattia. Continua su:  Popular Science http://www.popsci.it/approvazione-di-aducanumab-contro-lalzheimer-una-svolta-tra-molte-incertezze.html

Suicidio: i fattori di rischio nei pazienti con disturbo borderline di personalità

Una ricerca condotta dallo psichiatra Carlos M. Grilo e dalla psicologa Tomoko Udo e pubblicata dalla rivista JAMA Network Open suggerisce che sentimenti di vuoto cronico e autolesionismo sono due fattori di rischio chiave per i tentativi di suicidio in pazienti con disturbo borderline di personalità. Per determinare il rischio di tentativi di suicidio in base ai criteri diagnostici del disturbo borderline, i ricercatori hanno esaminato i dati su 36.309 individui che hanno partecipato alla National Epidemiological Survey on Alcohol and Related Conditions-III (NESARC-III), un’indagine epidemiologica psichiatrica condotta su adulti statunitensi di età pari o superiore a 18 anni  da aprile 2012 a giugno 2013. Dei 36.309 intervistati, 20.442 (il 56,3%) erano donne e il 52,9% erano bianchi non ispanici; l’età media era di 45,6 anni. Popular Science http://www.popsci.it/canali-medicina/disturbi-umore/suicidio-i-fattori-di-rischio-nei-pazienti-con-disturbo-borderline-di-personalita.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03

Osservato un aumento dei tentativi di suicidio dopo una diagnosi di demenza

 

Pubblicato dalla rivista JAMA Psychiatry uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Leida e dell’Università della California che ha rilevato che gli anziani a cui è stato diagnosticato di recente il decadimento cognitivo lieve o la demenza presentano un rischio maggiore di tentare il suicidio. Lo studio di coorte nazionale ha integrato 5 database nazionali del Department of Veterans Affairs (VA) e dei Centers for Medicare & Medicaid Services e ha incluso tutti i centri medici VA negli Stati Uniti. Popular science http://www.popsci.it/canali-medicina/disturbi-umore/osservato-un-aumento-dei-tentativi-di-suicidio-dopo-una-diagnosi-di-demenza.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03

La genetica della paura

I ricercatori del McLean Hospital e del Massachusetts General Hospital in uno studio pubblicato su Nature Communication hanno identificato il gene implicato nella regolazione della paura e della sua estinzione attraverso l’esposizione ripetuta all’oggetto temuto che sono processi adattativi causati da cambiamenti molecolari che avvengono in circuiti cerebrali specifici. Popular science http://www.popsci.it/canali-medicina/disturbi-umore/la-genetica-della-paura.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03

 

I BAMBINI E IL RAPPORTO EMOTIVO COL CIBO: L’IMPORTANZA DELL’AMBIENTE FAMILIARE

Uno studio pubblicato su “Pediatric Obesity”dell’ University College di Londra spiega come i comportamenti a tavola dei bambini non siano affatto influenzati da una eredità genetica ma dal modo in cui i genitori li educano quando mangiano. Infatti, come accade in molte famiglie, il “mangiare emotivo” (come lo chiamano gli esperti) consiste nell’accettare alcuni cibi in relazione all’umore o a determinate situazioni di stress: ad esempio, i più piccoli rifiutano il cibo quando c’è qualcosa che non va e, al contrario, i genitori tendono a proporre i loro piatti preferiti per calmarli oppure ottenere la loro fiducia. Mamme.it https://www.mamme.it/i-bambini-e-il-rapporto-emotivo-col-cibo-importanza-dellambiente-familiare/

La depressione in gravidanza influenza le interazioni tra madre e neonato

Uno studio condotto dai ricercatori del Maudsley Biomedical Research Center e pubblicata dalla rivista BJPsych Open evidenzia che Le donne depresse durante la gravidanza possono avere maggiori difficoltà ad interagire con il proprio bambino.Gli autori hanno esaminato la qualità delle interazioni madre-bambino otto settimane e 12 mesi dopo la nascita in 131 donne: 51 non soffrivano né avevano sofferto di depressione, 52 soffrivano di depressione e 28 non erano affette di depressione durante la gravidanza ma avevano una storia passata di depressione. L’interazione è stata misurata usando il Crittenden CARE-Index, uno strumento di misurazione dell’attaccamento. Popular science http://www.popsci.it/canali-medicina/disturbi-umore/la-depressione-in-gravidanza-influenza-le-interazioni-tra-madre-e-neonato.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03

Processo che riduce vasi sanguigni nei soggetti con Alzheimer scoperto da ricercatori

Pubblicato un nuovo studio su Nature Communications che illustra un meccanismo che contribuisce a ridurre i vasi sanguigni nelle persone che soffrono di Alzheimer  che è stato scoperto da un team di ricercatori dell’Istituto di Biomedicina di Siviglia (IBiS). Nello studio si parla della cosiddetta angiogenesi, un meccanismo importante che aiuta la formazione di vasi sanguigni del cervello e, quando si diventa adulti, a ripristinare quei danni che possono accadere gli stessi vasi sanguigni preesistenti. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/processo-che-riduce-vasi-sanguigni-nei-soggetti-con-alzheimer-scoperto-da-ricercatori/

LE NEWS DI MAGGIO

Provata la componente genetica della depressione. Esistono tante varianti

Pubblicato sulla rivista Nature Neuroscienze un massiccio studio a livello genomico (GWAS) di cartelle cliniche e genetiche di 1,2 milioni di persone provenienti da quattro banche dati separate ha identificato 178 varianti geniche legate alla depressione grave, un disturbo che colpisce una persona su cinque nel corso della sua vita. I risultati dello studio, guidato dai ricercatori del Dipartimento degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti (V.A.) presso la Yale University School of Medicine e l’Università della California-San Diego (UCSD), possono un giorno aiutare a identificare le persone più a rischio di depressione e disturbi psichiatrici correlati e aiutare i medici a prescrivere farmaci più adatti a trattare il disturbo. Quotidian post https://www.quotidianpost.it/provata-la-componente-genetica-della-depressione-esistono-tante-varianti/

Diagnosi immediata di demenza con un semplice test del sangue

Basterà un semplice test del sangue per ottenere una diagnosi precoce di demenza, una condizione generalmente legata all’età avanzata, che può tuttavia colpire anche prima dei 65 anni. A metterlo a punto i ricercatori del Royal Melbourne Hospital. L’esame misura il livello del neurofilamento a catena leggera (NfL) nel sangue, una proteina che aiuta a mantenere la struttura delle cellule cerebrali. Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32527614/diagnosi-immediata-di-demenza-con-un-semplice-test-del-sangue/?tag=11137059767&tkg=1&cnt=3

 

Aumento dei sintomi ossessivo-compulsivi durante la pandemia

Uno studio longitudinale su larga scala condotto dai ricercatori del Wellcome Centre for Human Neuroimaging e pubblicato di recente dalla rivista Translational Psychiatry (Nature), mostra che i timori espressi l’anno scorso dagli psicologi erano fondati: durante la prima ondata di Covid-19 i sintomi ossessivo-compulsivi sono aumentati nella popolazione inglese e tale aumento è perdurato nei mesi nonostante l’allentamento delle restrizioni del periodo estivo. “I sintomi”, scrivono gli autori, “erano direttamente collegati alla ricerca di informazioni relative al Covid, cosa che ha dato luogo a una maggiore aderenza alle linee guida del governo”. Popular Science http://www.popsci.it/canali-medicina/disturbi-umore/aumento-dei-sintomi-ossessivo-compulsivi-durante-la-pandemia.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03

 

Latte e colesterolo? Nessun collegamento secondo nuovo studio

Secondo uno studio pubblicato sull’International Journal of Obesity Il consumo regolare del latte, anche di quantità elevate, non sarebbe collegato ad un parallelo aumento dei livelli di colesterolo. Si tratta di una ricerca che in un certo senso chiarisce diversi studi contraddittori eseguiti negli ultimi anni che avevano suggerito che un’assunzione troppo elevata di latticini poteva essere collegata a rischi maggiori di malattie cardiometaboliche tra cui il diabete e l’obesità. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/latte-e-colesterolo-nessun-collegamento-secondo-nuovo-studio/

 

Impossibilità di provare piacere collegata a demenza ad esordio precoce secondo studio

L’anedonia, l’impossibilità di provare piacere, può essere considerata come una caratteristica chiave nella demenza ad esordio precoce secondo un nuovo studio redatto da ricercatori dell’università di Sydney. I ricercatori hanno notato una degenerazione marcata, un’atrofia, nelle zone frontali e striatali, zone collegate ad una ricerca di ricompensa ridotto, in pazienti con demenza frontotemporale.
Si tratta del primo studio, come riferisce il comunicato pubblicato sul sito dell’Università di Sydney e mostra il collegamento tra l’anedonia profonda nelle persone con demenza ad esordio precoce. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/impossibilita-di-provare-piacere-collegata-a-demenza-ad-esordio-precoce-secondo-studio/

 

Donanemab nell’Alzheimer precoce

Un segno distintivo della malattia di Alzheimer è l’accumulo di peptide amiloide-β (Aβ). Donanemab, un anticorpo che prende di mira una forma modificata di Aβ depositato, è stato condotto uno  studio per verificarne l’utilizzo  il trattamento della malattia di Alzheimer precoce. Nei pazienti con malattia di Alzheimer in fase iniziale, donanemab ha prodotto un punteggio composito migliore per la cognizione e per la capacità di svolgere le attività della vita quotidiana rispetto al placebo a 76 settimane, sebbene i risultati per gli esiti secondari fossero misti. Sono necessari studi più lunghi e più ampi per studiare l’efficacia e la sicurezza di donanemab nella malattia di Alzheimer. Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32527428/donanemab-nell-alzheimer-precoce/?tag=11124405363&tkg=1&cnt=1

 

Un antidepressivo aiuta il sistema immunitario a combattere i tumori

Secondo uno studio Dell’Università della California meridionale un vecchio tipo di antidepressivo IMAO. aumenta il potere degli  inibitori del checkpoint nei topi e sospettano che possa fare lo stesso nelle persone. Questi inibitori sono farmaci che liberano il sistema immunitario del corpo per attaccare i tumori. Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32527548/un-antidepressivo-aiuta-il-sistema-immunitario-a-combattere-i-tumori/?tag=11133085209&tkg=1&cnt=1

 

CHI È SENSIBILE ELABORA LE EMOZIONI ANCHE MENTRE RIPOSA

Secondo uno studio pubblicato su Neuropsychobiology  le persone con un’elevata sensibilità potrebbero essere più scosse da situazioni scomode, potrebbero anche sperimentare livelli più elevati di creatività, legami più profondi con gli altri e un accresciuto apprezzamento della bellezza. Il meccanismo alla base di queste attività profonde e di una maggiore cautela, risiede nel modo in cui il cervello delle persone altamente sensibili elabora le informazioni: lo fanno in modo più profondo Popular Science https://www.psiconline.it

 

Scoperta nel cervello l’origine della curiosità

Trovata nel cervello l’origine della curiosità : uno studio su topi pubblicato sulla rivista Science rivela, infatti che un’area neurale chiamata ‘zona incerta’ è cruciale per mettere in atto comportamenti curiosi e nutrire interesse per le novità . Capire dove nasca la curiosità è  un obiettivo di estremo interesse per i neuroscienziati, con possibili ricadute anche cliniche nell’ambito della salute mentale e delle dipendenze.  Psicoline http://www.popsci.it/scoperta-nel-cervello-lorigine-della-curiosita.html

 

 

Scoperto l’enzima che controlla la formazione di metastasi

I risultati dello studio, appena pubblicati sulla rivista scientifica Nature Immunology, mostrano un nuovo biomarcatore per la prognosi del melanoma metastatico, aprendo la strada allo sviluppo di innovative strategie terapeutiche. Dott Nett https://www.dottnet.it/articolo/32527433/scoperto-l-enzima-che-controlla-la-formazione-di-metastasi/?tkg=1

 

Decodificati i segnali cerebrali della scrittura a mano

Un nuovo dispositivo d’interfaccia neurale basato su un algoritmo di intelligenza artificiale ha permesso di decodificare per la prima volta i segnali neurali associati alla scrittura a mano. Un soggetto paralizzato è così riuscito a scrivere al computer, più rapidamente che con qualsiasi altro dispositivo equivalente, solo pensando alle lettere che componevano le parole. Le Scienze https://www.lescienze.it/news/2021/05/13/news/interfaccia_neurale_attivita_cerebrale_scrittura_mano_computer-4930351/

 

I tassi di suicidio sono rimasti stabili durante la pandemia. Lo studio di The Lancet condotto in 21 paesi

I dati di uno studio australiano, pubblicato da The Lancet Psychiatry, a dicembre 2020  mostravano un tasso di suicidio per il 2020 comparabile a quello dell’anno precedente. Ad aprile 2021, un lavoro, sempre pubblicato da The Lancet Psychiatry, ha confermato i risultati australiani in altri 21 Paesi: i tassi di suicidio sono rimasti costanti o sono diminuiti dall’emergenza Covid. Popular Science http://www.popsci.it/canali-medicina/disturbi-umore/i-tassi-di-suicidio-sono-rimasti-stabili-durante-la-pandemia-lo-studio-di-the-lancet-condotto-in-21-paesi.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03

 

La riduzione della massa muscolare è collegata a declino cognitivo e depressione

Uno studio recentissimo apparso su Clinical Nutrition ha confermato che la perdita di forza muscolare ha un impatto negativo in termini di disabilità, fragilità e mortalità. Ma non solo, esiste una correlazione diretta anche con declino delle facoltà cognitive e demenza. Meno muscoli non significa solo declino fisico ma anche cognitivo. Huffpost https://www.huffingtonpost.it/entry/la-riduzione-della-massa-muscolare-e-collegata-a-declino-cognitivo-e-depressione_it_609a3d24e4b063dccea09cc3

 

 

 

Il ruolo del microbioma intestinale nel recupero dall’ictus

Un articolo, pubblicato sul Journal of Neuroscience, si precisa come il microbioma intestinale possa proteggere le cellule del cervello dai danni causati dalle infiammazione a seguito di ictus. Secondo i ricercatori, sarebbero gli acidi grassi a catena corta i responsabili del miglioramento a seguito dell’ictus. Questi grassi sono prodotti proprio dai batteri presenti nell’intestino e sono uno dei componenti base della salute dell’intestino stesso. Nurse Times https://nursetimes.org/il-ruolo-del-microbioma-intestinale-nel-recupero-dallictus/120428

 

Emicrania, scoperto nuovo meccanismo cellulare collegato: possibile nuova terapia?

Un nuovo meccanismo cellulare collegato all’emicrania è stato scoperto da un team di ricercatori dell’Università dell’Illinois a Chicago. Uno degli autori dello studio, il professore di psichiatria Amynah Pradhan, spiega che il collegamento che hanno scoperto riguarda la tubulina, una particolare proteina che è alla base del citoscheletro che sorregge la struttura delle cellule del sistema nervoso. Questa proteina è in una sorta di stato di flusso costante: può aumentare o può diminuire per eseguire cambiamenti nella cellula come quelli relativi alle dimensioni o alla sua forma. In questo modo le cellule del sistema nervoso possono cambiare in risposta, per esempio, all’ambiente. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/emicrania-scoperto-nuovo-meccanismo-cellulare-collegato-possibile-nuova-terapia/

Disturbo bipolare: citochina infiammatoria IL-6 implicata nella disfunzione di cellule cerebrali

Malfunzionamento degli astrociti nel disturbo bipolare. A osservare questo fenomeno è stato un gruppo di ricercatori guidato da Maria Marchetto, del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla (USA), che ha pubblicato uno studio su Stem Cell Reports. “Diverse evidenze ipotizzano un legame tra pathway infiammatorio e disturbo bipolare e i pazienti con questo disturbo mostrano una maggiore prevalenza di malattie concomitanti con una componente infiammatoria, come patologie cardiovascolari, diabete mellito e sindrome metabolica immuno-correlata”, spiega Maria Marchetto. Popular science http://www.popsci.it/disturbo-bipolare-citochina-infiammatoria-il-6-implicata-nella-disfunzione-di-cellule-cerebrali.html

 

Alzheimer: scoperti 4 sottotipi della malattia, il trattamento sarà personalizzato

Uno studio pubblicato su Nature Medicine ha mostrato che la proteina tau (responsabile del morbo di Alzheimer) ha 4 tipi distinti tipi di diffusione causando sintomi diversi con prognosi diverse.

CNR: NUOVA LUCE SULL’ATROFIA MUSCOLARE SPINALE

Uno studio realizzato dal Cnr-Ibbr in collaborazione con l’Hannover Medical School ha identificato un nuovo meccanismo molecolare che contribuisce alla degenerazione dei neuroni nell’atrofia muscolare spinale. Lo studio, pubblicato su Pnas, e cofinanziato dalla Fondazione Telethon, ha permesso di migliorare le funzioni motorie di un modello “in vivo” della malattia. AGC-Greencom https://agc-greencom.it/2021/05/04/cnr-nuova-luce-sullatrofia-muscolare-spinale/

 

Dislessia, i movimenti oculari indicano chi ne soffre

Una ricerca della concordia University, pubblicata su Scientific Reports evidenzia che  i movimenti oculari delle persone con dislessia sono significativamente diversi da quelli di chi non ha questa problematica, rivelano strategie di lettura laboriose e inefficienti.Lo studio ha utilizzato la tecnologia di tracciamento oculare per registrare i movimenti e ha concluso che le persone con dislessia hanno un modo profondamente diverso e molto più difficile di campionare le informazioni visive rispetto ai normali lettori. Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32527352/dislessia-i-movimenti-oculari-indicano-chi-ne-soffre/?tag=11120667954&tkg=1&cnt=1

 

Nuovo studio su come il nostro cervello sblocca la sensazione di fame

Un nuovo studio pubblicato su Science, ha rivelato come funziona la fame nel cervello, studiando il recettore della melanocortina 4 (MC4). Il team di ricerca, tra cui degli scienziati del Weizmann Institute of Science, della Queen Mary University di Londra e dell’Università Ebraica di Gerusalemme, ha anche chiarito come questo interruttore sia attivato dal setmelanotide (Imcivree), un farmaco recentemente approvato per il trattamento della grave obesità causata da alcuni cambiamenti genetici. I risultati gettano nuova luce sul modo in cui la fame è regolamentata e potrebbero contribuire a sviluppare farmaci anti-obesità migliorati. Quotidiano Post https://www.quotidianpost.it/nuovo-studio-su-come-il-nostro-cervello-sblocca-la-sensazione-di-fame/

 

LE NEWS DI APRILE

Una proteina rende più vulnerabile il cervello con l’età

Una ricerca della University of Pittsburgh Schools of the Health Sciences – legata all’Italia attraverso UPMC, gruppo sanitario affiliato all’ateneo Usa, in un articolo su Aging Cell rivela che una specifica  proteina che determina la vulnerabilità del cervello con perdita di neuroni e invecchiamento, diversa tra uomo e donna. Chiamata ‘VGLUT’, risulta più abbondante nei neuroni di dopamina di moscerini della frutta, roditori ed esseri umani di sesso femminile rispetto che maschile. Ansa https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2021/04/29/una-proteina-rende-piu-vulnerabile-il-cervello-con-leta_ab36e70f-9c95-432f-bd20-6e1b2f832d94.html

Bambini che passano più ore all’aperto e alla luce del Sole più calmi e meno iperattivi

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Oslo, che ha analizzato il comportamento di 48 bambini provenienti da cinque asili australiani, giunge ad un risultato interessante: quei bambini che passano più tempo all’aria aperta e alla luce del giorno risultano essere caratterizzati, in generale, da un carattere più calmo. Secondo i ricercatori, esiste un collegamento tra il numero di ore che i bambini di questa età trascorrono all’aperto e alla luce del giorno ed una minore iperattività nonché livelli più elevati di concentrazione. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/bambini-che-passano-piu-ore-allaperto-e-alla-luce-del-sole-piu-calmi-e-meno-iperattivi/

PERCHÈ IL CERVELLO, PER MIGLIORARE, AGGIUNGE E NON SOTTRAE?

In un nuovo articolo pubblicato su Nature, i ricercatori dell’Università della Virginia spiegano perché le persone raramente guardano una situazione, un oggetto o un’idea che deve essere migliorata e pensano di rimuovere qualcosa come soluzione. Invece, aggiungiamo quasi sempre qualche elemento, che aiuti o meno. I risultati, del gruppo di esperti, suggeriscono che può essere uno dei motivi, appunto la scelta di ‘risolvere con un’aggiunta’, per cui le persone si imbattono in programmi travolgenti, le istituzioni si impantanano nella proliferazione della burocrazia e, di particolare interesse per i ricercatori, motivo prncipale per cui l’umanità sta per esaurire le risorse del pianeta. Psicoline https://www.psiconline.it/news-di-psicologia/perche-il-cervello-per-migliorare-aggiunge-e-non-sottrae.html

Uso erbicidi associato aumento dell’85% del rischio di melanoma

 

L’uso degli erbicidi è associato ad un aumento dell’85% del rischio melanoma, a prescindere dal tipo di esposizione. A lanciare l’allarme è l’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI) che ha condotto una metanalisi su 184.389 persone arruolate in 9 studi indipendenti. Ansa https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2021/04/22/uso-erbicidi-associato-aumento-dell85-del-rischio-melanoma_61f3e130-f4d1-4917-ab48-f7e3418e55d6.html

 

 

Malattie neurodegenerative: una possibile soluzione dalla stimolazione con la luce

In un nuovo articolo scientifico apparso sul Chinese Medical Journal è proposta la terapia della stimolazione della luce nel trattamento delle malattie neurodegenerative. Secondo Chun-Feng Liu, neurologo e autore dello studio, mancano ancora conoscenze sufficienti per quanto riguarda l’utilizzo di questa particolare terapia nelle malattie neurodegenerative, e quindi questo studio può essere d’aiuto per fare maggiore chiarezza. Nurse Times https://nursetimes.org/malattie-neurodegenerative-una-possibile-soluzione-dalla-stimolazione-con-la-luce/119073

 

Alzheimer, scoperto come le proteine TAU compromettono la funzione delle cellule cerebrali

La condizione principale che causa l’Alzheimer vede lo sviluppo di grovigli fibrosi, simili a palle di pelo, fatti di proteine TAU. Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Neuron, suggerisce che questi aggregati possono assorbire l’RNA all’interno delle cellule. In questo modo possono interferire con una funzione importante delle cellule denominata splicing grazie alla quale le stesse cellule riescono a produrre le proteine necessarie. Lo studio è stato svolto sui topi. I ricercatori hanno usato tecniche di sequenziamento genetico per capire come gli aggregati di proteine TAU si formavano nel cervello degli animali provocando una condizione simile all’Alzheimer umano. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/alzheimer-scienziato-scoprono-come-proteine-tau-compromette-funzione-di-cellule-cerebrali/

 

In Italia la prima terapia genica contro la Sma

Arriva in Italia la prima terapia genica per i bambini con Sma, l’atrofia muscolare spinale, una grave malattia genetica che causa la morte o una grave peggioramento della qualità della vita. Il farmaco viene utilizzato una sola volta ed è in grado di correggere il difetto genetico. Il via libera definitivo è arrivato a conclusione di un processo iniziato nel maggio 2020. L’accordo con l’azienda Novartis ha incluso l’impegno della società a mettere a disposizione il farmaco a titolo gratuito all’interno di studi clinici per i bambini con un peso compreso tra i 13,5 e i 21 kg. La negoziazione da parte del Comitato Prezzi e Rimborsi ha permesso di “giungere a definire un prezzo del farmaco che fosse sostenibile per il Ssn”, rende noto l’Aifa che dichiara la propria soddisfazione per la possibilità di rendere disponibile nel nostro Ssn una terapia genica che offre una prospettiva di vita radicalmente migliore per i bambini affetti da Sma1. Popular science  http://www.popsci.it/in-italia-la-prima-terapia-genica-contro-la-sma.html

 

 

 

 

Disturbi dell’alimentazione: lo stress non porta necessariamente a una perdita dell’autocontrollo nel mangiare

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Cambridge e pubblicato dalla rivista Journal of Neuroscience, suggerisce che, contrariamente a quanto si pensa, le persone con disturbi alimentari non perdono l’autocontrollo nel mangiare in risposta allo stress. Per esaminare questa teoria, i ricercatori hanno invitato 85 donne – 22 con anoressia nervosa, 33 con bulimia nervosa e 30 controlli sani – a partecipare a un soggiorno di due giorni al Wellcome Trust-MRC Institute of Metabolic Science Translational Research Facility (TRF). La struttura, che comprende un’unità di comportamento alimentare, è progettata in modo che la dieta e l’ambiente di un volontario possano essere strettamente controllati e il loro stato metabolico studiato in dettaglio durante la permanenza. Popular science http://www.popsci.it/canali-medicina/disturbi-umore/disturbi-dellalimentazione-lo-stress-non-porta-necessariamente-a-una-perdita-dellautocontrollo-nel-mangiare.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03

 

Ecco perché alcune persone hanno fame poche ore dopo i pasti

Pubblicato su Nature Metabolism un nuovo studio che  mostra perché alcune persone, poco dopo aver mangiato, si sentono molto affamate e tendono a consumare molto più cibo e dunque ad incamerare molte più calorie rispetto ad altre. Lo studio rimarca  l’esistenza di una sorta di un metabolismo personale che può influenzare i vari tentativi di fare una dieta e di perdere peso. I ricercatori hanno analizzato i dati di 1070 persone prelevandoli da uno programma di ricerca nutrizionale globale che si interessa proprio alle risposte delle persone in merito al cibo. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/ecco-perche-alcune-persone-hanno-fame-poche-ore-dopo-i-pasti/

Bambino Gesù, importante scoperta sulla proliferazione dei tumori

La scoperta apre la strada a terapie che bloccano il sistema di difesa delle cellule malate. Lo studio pubblicato su Nature I ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e dell’Università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con altri Centri di ricerca europei e statunitensi, hanno scoperto il tassello mancante: cosa regola la vita della Ciclina D, una molecola essenziale nella divisione delle cellule. L’interruttore che accende e spegne l’attività della Ciclina D è una proteina chiamata Ambra1: quando non funziona si innesca un processo che porta alla rapida formazione di tanti tipi di tumore. La scoperta apre la strada a terapie specifiche che inibiscono il sistema di difesa delle cellule malate sino alla loro autodistruzione. In Terris https://www.interris.it/salute-e-benessere/bambino-gesu-importante-scoperta-sulla-proliferazione-dei-tumori/

Malattia di Crohn causata da fallimento di cellule immunitarie nell’intestino tenue?

Uno studio apparso su Nature,  descrive una nuova, interessante scoperta è fatta da uno scienziato dello Scripps Research Institute, Mark Sundrud.lo scienziato insieme al suo team ha scoperto , un sistema fatto da cellule immunitarie, denominate cellule T effettrici, che possono innescare un meccanismo di rilevamento molecolare onde creare una barriera protettiva contro concentrazioni troppo alte di acidi biliari dell’intestino tenue, una cosa che potrebbe avere effetti tossici. “La scoperta fondamentale che le cellule T dedicano così tanto del loro tempo ed energia alla prevenzione dello stress e dell’infiammazione causati dagli acidi biliari evidenzia concetti completamente nuovi nel modo in cui pensiamo e trattiamo la malattia di Crohn”, spiega ancora Sundrud. “È come se stessimo scavando nel punto sbagliato per trovare un tesoro, e questo lavoro ci fornisce una nuova mappa che mostra dove X segna il punto.” Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/malattia-di-crohn-causata-da-fallimento-di-cellule-immunitarie-nellintestino-tenue/

 

 

 

Anziani con apnea ostruttiva del sonno trattati con pressione positiva delle vie aeree meno a rischio di demenza

Secondo un comunicato emesso sul sito della della Michigan Medicine dell’Università del Michigan, quegli anziani che vengono trattati con la terapia di pressione positiva delle vie aeree per contrastare l’apnea ostruttiva del sonno sono soggetti ad una probabilità più bassa di andare incontro al morbo di Alzheimer e ad altre tipologie di demenze. I ricercatori hanno analizzato i dati di più di 50.000 soggetti residenti degli Stati Uniti con un’età pari o superiore ai 65 anni. A tutti i soggetti era stata diagnosticata l’apnea ostruttiva del sonno. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/anziani-con-apnea-ostruttiva-del-sonno-trattati-con-pressione-positiva-delle-vie-aeree-meno-a-rischio-di-demenza/

Nuovo modello per prevedere obesità infantile all’età di 8 o 9 anni sviluppato da scienziati

Un nuovo metodo per prevedere l’obesità infantile di un bambino all’età di otto o di nove anni è stato sviluppato da un team di ricercatori dell’Università del Queensland come riferisce un comunicato apparso  sul sito della stessa facoltà. A presentare il nuovo algoritmo è Oliver Canfell, un ricercatore nonché dietista dell’UQ Center for Health Services Research. L’algoritmo utilizza vari fattori tra cui il cambiamento del peso del bambino nel suo primo anno di vita, la sua altezza, il peso prima della gravidanza della madre, l’altezza e il peso del padre, il ritmo del sonno dello stesso bambino nel suo primo anno di vita ed eventuali altri fattori aggiuntivi tra cui parti prematuri ed eventuale vizio del fumo da parte della madre. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/nuovo-modello-per-prevedere-obesita-infantile-alleta-di-8-o-9-anni-sviluppato-da-scienziati/

La mutazione di una proteina predice l’insorgenza di steatosi epatica

Importanrte scoperta arriva da una ricerca coordinata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e condotta insieme alla Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano: la mutazione di una proteina predice l’insorgenza della fibrosi epatica nei bambini e negli adulti obesi e con fegato grasso. La proteina mutata si chiama klotho-beta (KLB) e normalmente svolge un ruolo importante nella digestione e nell’assorbimento di grassi e vitamine. La sua mutazione in pazienti obesi con fegato grasso è associata 7 volte su 10 a infiammazione e fibrosi epatica. Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32526901/la-mutazione-di-una-proteina-predice-l-insorgenza-di-steatosi-epatica/?tag=11094281300&tkg=1&cnt=1

Balbuzie, scienziati scoprono che astrociti svolgono ruolo importante

Un’importante scoperta per quantoriguarda la balbuzie è stata fatta da un team di ricercatori guidato dal dottor Gerald A. Maguire del Dipartimento di Psichiatria e Neuroscienze presso la Scuola di Medicina dell’UCR. Il team ha scoperto che gli astrociti svolgono un ruolo importante per questa condizione. Gli astrociti sono cellule cerebrali a forma di stella che suggeriscono che un trattamento con il risperidone potrebbe portare ad effetti positivi. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/balbuzie-scienziati-scoprono-che-astrociti-svolgono-ruolo-importante/

Ictus cerebrale. Scoperta al Santa Lucia Irccs una metodica per studiare le lesioni e predire il potenziale di recupero

è stato pubblicato da Human Brain Mapping con il titolo “Evidence for interhemispheric imbalance in stroke patient as revealed by combining transcranial magnetic stimulation and electroencephalography” lo studio dell’equipe di ricerca del Prof. Giacomo Koch, Direttore del Laboratorio di Neuropsicofisiologia Sperimentale della Fondazione Santa Lucia Irccs. Per le persone colpite da ictus  è importante stabilire il prima possibile il potenziale di recupero a seguito della lesione per individuare il percorso corretto di neuroriabilitazione. La Stimolazione Magnetica Transcranica e l’Elettroencefalografia, due tecniche non invasive, sono state utilizzate per studiare le lesioni dovute ad ictus cerebrale e individuare il potenziale di recupero delle persone colpite. Quotidiano sanità http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=94345

Disturbo bipolare, intelligenza artificiale può individuare primissimi sintomi

Pubblicato sul Journal of Affective Disorders un nuovo studio, condotto  dall’Università dell’Alberta che mostra  che una nuova applicazione, basata sull’apprendimento automatico, può  individuare quei sintomi relativi al disturbo bipolare che si verificano nelle sue primissime fasi. Il modello di apprendimento automatico creato dai ricercatori è stato prima “addestrato” ad individuare le differenze tra pazienti con disturbo bipolare cronico ed individui sani . Secondo i ricercatori un metodo del genere, che vede l’utilizzo di un algoritmo informatico, potrebbe essere più efficiente e più facile da attuare rispetto alla pratica “usuale” che si effettua oggi per individuare i sintomi del disturbo bipolare, pratica che vede l’utilizzo di macchine, come quella per la risonanza magnetica, per effettuare l’imaging del cervello. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/disturbo-bipolare-intelligenza-artificiale-puo-individuare-primissimi-sintomi/

 

Anedonia musicale, quando il cervello non apprezza la musica

L’anedonia musicale è un disturbo che non consente di apprezzare i suoni armonici ed è stata oggetto di uno studio condotto tramite DTI (diffusion tensor imaging – una tecnica di Risonanza Magnetica che permette l’analisi delle proprietà diffusive e della direzionalità del flusso delle molecole d’acqua all’interno dei tessuti in vivo ndr) pubblicato sugli Annals della N.Y. Academy of Science dai ricercatori Psyche Loui e Ajay Satpute della Northeastern University  che l’hanno definita una sorta di autismo per la musica perché, oltre al distacco empatico per la melodia, evidenzia un’ipoattività della gratificazione dopaminergica che, per quanto confinata alle sole aree dell’apprezzamento musicale, finirebbe con l’influenzare anche quelle dell’interazione sociale. Medico e paziente https://medicoepaziente.it/2021/anedonia-musicale-quando-il-cervello-non-apprezza-la-musica/

 

Tumore al colon: scoperto un meccanismo alla base della formazione delle metastasi

Identificati due marcatori che inducono le cellule staminali tumorali del colon a sviluppare metastasi. Lo studio condotto dall’Istituto di genetica e biofisica “Adriano Buzzati Traverso” del Cnr di Napoli apre la strada a nuove terapie che colpendo tali fattori potrebbero eliminare selettivamente una specifica popolazione di cellule tumorali. I risultati della ricerca realizzata grazie al sostegno della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro sono stati pubblicati sulla rivista Theranostics. Le Scienze  https://www.lescienze.it/news/2021/04/01/news/tumore_al_colon_scoperto_un_meccanismo_alla_base_della_formazione_delle_metastasi-4914191/?rss

 

LE NEWS DI MARZO

Tratti ereditari comportamentali durante adolescenza possono aumentare il rischio di consumo di cannabis durante l’età adulta

Secondo quanto rivela un comunicato apparso sul sito del Dipartimento di Psicologia dell’Università Emory una parte delle cause nell’uso ripetuto di cannabis durante l’età adulta può essere riconducibile ai tratti genetici ereditari alla base del nevroticismo, della tolleranza al rischio e della depressione che possono svilupparsi  nel corso dell’adolescenza. Notizie Scientifiche https://notiziescientifiche.it/tratti-ereditari-comportamentali-durante-adolescenza-possono-aumentare-il-rischio-di-consumo-di-cannabis-durante-leta-adulta/

 

Un interruttore genetico per lo sviluppo del cervello umano

Scoperto il gene che permette al nostro cervello di avere il triplo dei neuroni rispetto a quello delle grandi scimmie. Si chiama ZEB2 e controlla la maturazione in neuroni delle cellule progenitrici durante le prime fasi dello sviluppo cerebrale, modulandone la velocità di proliferazione. Lo rivela uno studio in cui sono stati realizzati organoidi con cellule dei diversi primati. Le Scienze https://www.lescienze.it/news/2021/03/29/news/organoidi_cervello_esseri_umani_grandi_scimmie-4911525/?rss

 

Melanoma, scienziati individuano nuovo farmaco che “affama” cellule tumorali

Uno studio è stato pubblicato su Molecular Cancer Therapeutics riguarda un nuovo farmaco che sembra bloccare l’assorbimento della glutammina, e che per questo potrebbe rivelarsi utile per diverse tipologie di tumori, è stato individuato da un gruppo di ricercatori del Sanford Burnham Prebys Medical Discovery Institute. Il nuovo farmaco sembra rallentare in maniera efficiente la crescita del melanoma. Si tratta di una molecola che agisce su un particolare trasportatore della glutammina, denominato SLC1A5. Questo trasportatore è alla base del nutrimento delle cellule tumorali. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/melanoma-scienziati-individuano-nuovo-farmaco-che-affama-cellule-tumorali/

Traumi cranici, un test della saliva li riconosce. Sperimentato da italiani nel rugby britannico, accuratezza 96%

Pubblicato sul British Journal of sports medicine lo studio che ha permesso di realizzare un test della saliva che permette per la prima volta di diagnosticare i traumi cranici di cui sono spesso vittima gli sportivi. Utilizzando le tecniche di sequenziamento genetico, il gruppo dell’Università di Birmingham guidato dai ricercatori italiani Valentina Di Pietro e Antonio Belli è riuscito a identificare nella saliva 14 biomarcatori del trauma cerebrale. Ansa https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2021/03/24/traumi-cranici-un-test-della-saliva-li-riconosce_1f5a6ff2-4894-4271-a17b-a93620ab50f0.html

Le nuove App che aiutano a prevenire il declino cognitivo

Pubblicati i risultati di uno studio finanziato dall’Unione Europea e coordinato dall’Università di Torino che ha valutato i benefici di alcune app con “giochi” per stimolare le funzioni cognitive e programmi per incoraggiare l’attività fisica evidenziando notevoli benefici nel mantenimento di una buona qualità della vita in chi le usava rispetto a chi non ne faceva uso. Quotidiano sanità http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=93933&fr=n

Binge drinking: l’alcol durante l’adolescenza modifica il cervelletto

I risultati dello studio  condotto dall’ospedale universitario di Kuopio e dall’università della Finlandia orientale sono pubblicati sulla rivista Alcohol. La ricerca dimostra che negli adolescenti il cosiddetto  binge drinking potrebbe contribuire ad alterazioni del cervello visibili già nella prima età adulta. Rilevate per ora in un piccolo campione di giovani, riguarderebbero il cervelletto, coinvolto in alcune importanti funzioni cognitive. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Alcohol. Galileo https://www.galileonet.it/alcol-bere-cervelletto-adolescenti/

Smettere di fumare per migliorare le condizioni di salute mentale

Un nuovo studio pubblicato dalla Cochrane Library e condotto da Gemma Taylor del gruppo Addiction & Mental Health dell’Università di Bath, suggerisce che smettere di fumare possa ridurre l’ansia e la depressione in modo efficace, già dopo poche settimane. Il lavoro è un’analisi di 102 studi osservazionali che hanno coinvolto quasi 170.000 persone. Il periodo di tempo in cui gli studi hanno seguito le persone variava da sei settimane a un massimo di sei anni. Popular science  http://www.popsci.it/canali-medicina/disturbi-umore/smettere-di-fumare-per-migliorare-le-condizioni-di-salute-mentale.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03

 

 

Scoperto l’impatto della mutazione della sequenza R138Q del gene FMR1 nella Sindrome dell’X-fragile

Uno studio di un team internazionale di ricercatori, tra cui l’Università degli Studi Roma Tre,  pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature Communications”, ha permesso di comprendere meglio i meccanismi alla base della sindrome dell’X-fragile, una malattia rara caratterizzata da disabilità intellettiva e autismo. Lo studio ha individuato cambiamenti strutturali a livello delle sinapsi, deputate alla comunicazione tra i neuroni, causati da mutazioni del gene FMR1, tra cui nella sequenza R138Q Le Scienze https://www.lescienze.it/news/2021/03/19/news/salute_scoperto_l_impatto_della_mutazione_della_sequenza_r138q_del_gene_fmr1_nella_sindrome_dell_x-fragile-4907689/?rss

 

 

 

L’anticorpo Donanemab contro l’Alzheimer precoce

Un segno distintivo della malattia di Alzheimer è l’accumulo di peptide amiloide-β (Aβ). Donanemab, un anticorpo che prende di mira una forma modificata di Aβ depositato, è allo studio per il trattamento della malattia di Alzheimer precoce. Pubblicati  dal New England Journal of Medicine i risultati  uno studio di fase 2 su donanemab in pazienti con malattia di Alzheimer sintomatica precoce che presentavano deposizione di tau e amiloide alla tomografia a emissione di positroni (PET). Nei pazienti con malattia di Alzheimer in fase iniziale, donanemab ha prodotto un punteggio composito migliore per la cognizione e per la capacità di svolgere le attività della vita quotidiana rispetto al placebo a 76 settimane, sebbene i risultati per gli esiti secondari fossero misti. Sono necessari studi più lunghi e più ampi per studiare l’efficacia e la sicurezza di donanemab nella malattia di Alzheimer. Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32526925/l-anticorpo-donanemab-contro-l-alzheimer-precoce/?tag=11095826691&tkg=1&cnt=1

 

 

Sistema nervoso: smog blocca la riparazione della mielina

Uno studio tutto italiano pubblicato sulla rivista Neurochemistry International ha portato alla luce un’importante correlazione tra smog e sistema nervoso: secondo la ricerca, le polveri sottili inibiscono la rigenerazione della mielina. Questo potrebbe fornire in parte una spiegazione alla correlazione tra sclerosi multipla e smog, che è già stata evidenziata in diversi studi epidemiologici. Gaming today https://gamingtoday.it/news/hi-tech/sistema-nervoso-smog-blocca-la-riparazione-della-mielina/

Il ruolo cruciale di mielina e recettore Gpr17 nell’invecchiamento cerebrale

Un team di ricerca internazionale grazie a nuove tecniche bioinformatiche rivela un ruolo cruciale per la mielina e il recettore Gpr17 nell’invecchiamento cerebrale. Uno studio coordinato dal prof.Arthur Butt dell’Università di Portsmouth con le Università di Padova, Dusseldorf e Statale di Milano ha permesso di ricostruire le cause dell’invecchiamento cerebrale, identificando la mielina come bersaglio primario delle alterazioni associate all’invecchiamento, e ha posto le basi per futuri studi di “ringiovanimento” delle cellule produttrici di mielina.  Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32526890/il-ruolo-cruciale-di-mielina-e-recettore-gpr17-nell-invecchiamento-cerebrale/?tag=11092347812&tkg=1&cnt=1

Diagnostica più efficace e veloce con i nanocompositi scintillatori

Acquisire immagini del paziente di alta qualità in poco tempo e con strumenti più semplici, migliorando così la prevenzione oncologica. Questo sarà possibile grazie al nuovo materiale scintillatore realizzato dai ricercatori Bicocca, illustrato nello studio ‘Composite fast scintillators based on high-Z fluorescent metal–organic framework nanocrystals‘ appena pubblicato su Nature Photonics. A realizzare il materiale, un gruppo di ricercatori del  Dipartimento di scienza dei materiali guidato dai professori Angelo Monguzzi, Anna Vedda e Angiolina Comotti, in collaborazione con Luca Gironi, ricercatore del  Dipartimento di fisica. Adn kronos https://www.adnkronos.com/diagnostica-piu-efficace-e-veloce-con-i-nanocompositi-scintillatori_5yRV3LlUik2qKFEjyC4QWX

Uno studio torinese fa luce sulle straordinarie capacità dei neonati

Pubblicato, sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), l’articolo intitolato “Spatial tuning of electrophysiological responses to multisensory stimuli reveals a primitive coding of the body boundaries in newborns”. Lo studio internazionale realizzato dal Manibus Lab del Dipartimento di Psicologia dell’Università e dalla Neonatologia universitariadell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino, in collaborazione con il MySpace Lab del Department of Clinical Neurosciences dell’Università di Losanna e il Center for Neural Science della New York University, dimostra che pochi giorni di vita per un neonato sono sufficienti per sviluppare una integrazione multisensoriale efficiente.

Cronaca qui  https://www.cronacaqui.it/uno-studio-torinese-luce-sulle-straordinarie-capacita-dei-neonati/

 

Disturbo bipolare: scoperta la causa della resistenza ai farmaci a base di litio

Pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry, il lavoro scientifico che ha  identificato un nuovo potenziale target farmacologico per il DB e un biomarcatore per la non reattività del litio. I farmaci a base di litio sono considerati il gold standard per il trattamento del disturbo bipolare (DB), purtroppo però, quasi il 70% delle persone con DB non risponde a questa terapia. I ricercatori del laboratorio di genetica del Salk Institute for Biological Studies hanno scoperto che la ridotta attivazione di un gene, LEF1, interrompe la normale funzione neuronale e promuove l’ipereccitabilità nelle cellule cerebrali caratteristica del disturbo bipolare. Popular Science http://www.popsci.it/canali-medicina/disturbi-umore/disturbo-bipolare-scoperta-la-causa-della-resistenza-ai-farmaci-a-base-di-litio.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03

 

l cuore ha il suo pacemaker naturale di riserva

Uno studio dell’Università di Manchester  ha individuato il Sap (il Pacemaker atriale sussidiario) in grado di prendere il posto del nodo senoatriale, che è il modo principale con cui il cuore genera segnali elettrici che lo fanno battere. “Questo studio rimodella completamente la nostra comprensione del funzionamento del cuore ed è molto stimolante”, spiega Halina Dobrzynsky, ricercatrice che ha guidato il lavoro. Ansa https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2021/03/05/il-cuore-ha-il-suo-pacemaker-naturale-di-riserva_546e99ba-2fea-4f1b-9419-b744e871400e.html

 

La coesina è una possibile nuova arma contro il tumore

Un nuovo studio dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb), in collaborazione con l’Universita’ di Otago e dell’University of Otago e l’Australian National University ha concentrato l’attenzione sul ruolo della coesina poiché in alcune neoplasie si trovano mutazioni nei geni che codificano per il complesso proteico noto come coesina. Quando la coesina non funziona correttamente, la cellula si destabilizza, cresce in maniera incontrollata e si trasforma in tumorale. Tuttavia, i suoi molteplici ruoli offrono anche l’opportunità di inibire la crescita delle cellule tumorali interferendo con le vie biochimiche che dipendono dalla funzione della coesina stessa. Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32526832/la-coesina-e-una-possibile-nuova-arma-contro-il-tumore-/?tag=11088529365&tkg=1&cnt=1

Un nuovo farmaco potrà aprire la nuova lotta anti-Alzheimer

Pubblicato sul Journal of Experimental Medicine il lavoro dei ricercatori dell’Università della California a San Diego e del Massachusetts General Hospital che  hanno identificato un nuovo farmaco che modula, anziché inibire, un enzima chiave coinvolto proprio nella formazione delle placche. Gli studiosi hanno notato, su animali da laboratorio come roditori e scimmie, come il farmaco sia sicuro ed efficace, aprendo di fatto la strada a possibili sperimentazioni cliniche sugli esseri umani. Ansa https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2021/03/03/un-nuovo-farmaco-potra-aprire-la-nuova-lotta-anti-alzheimer_f79e9df2-9f0f-4854-8c03-10082419266c.html

Infarto, gel iniettabile potrà riparare danni al cuore: lo studio

Secondo quanto riportato da uno studio di un team di ricerca europeo dell’Università di Valladolid e dall’Università nazionale d’Irlanda a Galway pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine Un idrogel iniettabile, che si basa su una famiglia di biomateriali sviluppati proprio per la medicina rigenerativa, potrebbe aiutare in futuro a prevenire e riparare i danni alcuore dopo un infarto. Il Messaggero https://www.ilmessaggero.it/salute/focus/infarto_gel_iniettabiledanni_cuore_come_funziona_ultime_notizie_oggi_2_marzo_2021-5804110.html

 

Il virus dell’Herpes uccide le cellule dei tumori alla mammella

Lo studio pubblicato su International Journal of Molecular Sciences dai ricercatori del CEINGE-Biotecnologie avanzate di Napoli e del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università Federico II, guidati da Nicola Zambrano dimostra che il virus Herpes simplex è stato ‘addestrato’ a riconoscere e uccidere le cellule di alcuni tumori della mammella: agisce in modo mirato, risparmiando le cellule sane e risvegliando il sistema immunitario. In futuro potrebbe diventare un nuovo farmaco biologico, da usare solo o in combinazione con l’immunoterapia. Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32526520/il-virus-dell-herpes-uccide-le-cellule-dei-tumori-alla-mammella/?tag=11070789167&tkg=1&cnt=3

 

LE NEWS DI FEBBRAIO

Così si potranno fermare le metastasi del melanoma

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Europeo di Oncologia, guidati da Luisa Lanfrancone e Pier Giuseppe Pelicci, ha dimostrato il ruolo di una molecola “lunga” di RNA (long non-coding RNA) nella disseminazione metastatica del melanoma. La molecola si chiama TINCR ed è in grado di limitare la capacità del melanoma di formare metastasi e di sviluppare resistenza alle nuove terapie. Quotidiano di Ragusa https://www.quotidianodiragusa.it/2021/02/26/salute-e-benessere/cosi-si-potranno-fermare-le-metastasi-del-melanoma/80925

Lesioni midollo spinale riparate con cellule staminali dei pazienti

E’ stato pubblicato sulla rivista Clinical Neurology and Neurosurgery  il successo preliminare del  team di ricerca dell’università di Yale e della Sapporo Medical University  nella riparazione delle lesioni del midollo spinale in pazienti ai quali sono state somministrate iniezioni endovenose di cellule staminali derivanti dal midollo osseo (MSC). Gaming today https://gamingtoday.it/news/hi-tech/lesioni-midollo-spinale-riparate-con-cellule-staminali-dei-pazienti/

Non siamo dipendenti dallo smartphone ma dall’interazione sociale

In un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Psychology l’antropologo cognitivo Samuel Veissière rimarca il fatto che, in questa fase storica, non siamo dipendenti dallo smartphone in sé ma dal bisogno di interazione sociale.
Si tratta di una conclusione che, per certi versi, contrasta il pensiero dominante secondo cui gli attuali dispositivi tecnologici, in particolare quelli mobili e ancora più in particolare gli smartphone, non fanno altro che isolarci dalla società e farci sentire più soli tanto che in molti stanno cominciando a considerare un ruolo antisociale di questi strumenti. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/non-dipendenti-dallo-smartphone-dallinterazione-sociale/

ARRIVA IL CEROTTO CHE MISURA LO STRESS

Ora lo stress si potrà misurare grazie a un dispositivo indossabile che lo rileverà attraverso il sudore e il valore del cortisolo. Il dispositivo è stato messo a punto dai ricercatori del Nanolab della Scuola politecnica federale di Losanna e della societa’ Xsensio. Il dispositivo indossabile è un cerotto intelligente che ha un sensore miniaturizzato. Ha un elettrodo in grafene che viene reso funzionale grazie agli aptametri, brevi frammenti di Dna o Rna a filamento singolo che si legano a composti specifici. Quando vengono a contatto con il cortisolo, questo viene catturato immediatamente e ne viene misurata la concentrazione. Populae Science http://www.popsci.it/arriva-il-cerotto-che-misura-lo-stress.html

Scoperta una proteina che può bloccare l’obesità

Pubblicato sulla rivista Nature Metabolism la scoperta una proteina che potrebbe essere al centro dei futuri programmi di perdita di peso e contro l’obesità. E’ un italiano, il ricercatore Davide Ruggero dell’Università della California a San Francisco, ad aver dimostrato, in uno studio condotto sui topi. La proteina in questione è la Elf4e, svolge un ruolo nell’avvio della sintesi proteica e si trova in tutte le cellule dell’organismo. Ansa https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2021/02/18/scoperta-una-proteina-che-puo-bloccare-lobesita_714eec74-6642-4d54-8029-618f666940ce.html

Gastrite e duodenite eosinofila, dimostrata efficacia di nuovo anticorpo monoclonale

Si chiama AK002 (lirentelimab) il nuovo anticorpo monoclonale che può rivelarsi utile per lagastrite e la duodenite eosinofila, condizioni cliniche rare, ma sempre più di frequente riscontro. A rivelarlo è uno studio multicentrico americano guidato dal ricercatore Evan S. Dellon, professore della Divisione di Gastroenterologia ed epatologia della Scuola di Medicina dell’Università della Carolina del Nord, pubblicato sul New England Journal of Medicine. Nurse Times  https://www.nursetimes.org/gastrite-e-duodenite-eosinofila-dimostrata-efficacia-di-nuovo-anticorpo-monoclonale/114919

Nessun rischio di gravidanze complesse con la sclerosi multipla

Lo rivela uno studio pubblicato su Neurology Clinical Practice, una rivista dell’Accademia americana di neurologia. Lo studio ha però rilevato che i bambini nati da madri con sclerosi multipla hanno avuto una maggiore probabilità di essere partoriti con taglio cesareo o parto indotto, e in genere sono risultati più piccoli per la loro età rispetto agli altri.  Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32526601/nessun-rischio-di-gravidanze-complesse-con-la-sclerosi-multipla/?tag=11074740597&tkg=1&cnt=1

Suoni modificano cervello già nei primi giorni di vita

Uno studio su topi appena nati  pubblicato su Science Advances evidenzia che i suoni cambiano i modelli di “cablaggio” in varie zone del cervello degli stessi topi neonati ancor prima che il condotto uditivo si apra, dunque prima di quanto ipotizzato da diversi scienziati. Notizie scientifiche  https://notiziescientifiche.it/suoni-modificano-cervello-gia-nei-primi-giorni-di-vita/

 

Balbuzie, scienziati scoprono che astrociti svolgono ruolo importante

Un’importante scoperta per quanto la balbuzie stata fatta da un team di ricercatori guidato dal dottor Gerald A. Maguire del Dipartimento di Psichiatria e Neuroscienze presso la Scuola di Medicina dell’UCR. Gli astrociti svolgono un ruolo importante per questa condizione. Gli astrociti sono cellule cerebrali a forma di stella che suggeriscono che un trattamento con il risperidone potrebbe portare ad effetti positivi. Questo farmaco potrebbe portare ad un’attività maggiore degli astrociti situati nello striato, il risperidone agirebbe facendo da blocco nei confronti dei recettori cerebrali su cui a loro volta agisce la dopamina. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/balbuzie-scienziati-scoprono-che-astrociti-svolgono-ruolo-importante/

 

Scoperto antiossidante nel tè verde che aumenta livelli di proteina anticancro p53

E’ stato pubblicato su Nature Communications lo studio di  un team di ricercatori che ha trovato un’importante composto presente nel tè verde che risulterebbe di grosso aiuto, in termini di stabilizzazione, per una proteina anticancro, la p53. Quest’ultima è una proteina già nota e definita come “guardiana del genoma” perché ha delle proprietà importanti ed è di supporto nella riparazione dei danni al DNA oltre che avere un ruolo nel contrasto alle cellule tumorali. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/scoperto-antiossidante-nel-te-verde-che-aumenta-livelli-di-proteina-anticancro-p53/

Cambiamenti dello stile di vita durante gravidanza modificano geni dei bambini

I risultati di uno studio dell’Università di Lund in Svezia pubblicati sulla rivista Diabetes dimostrano che Cambiare lo stile di vita durante la gravidanza può avere effetti enormemente positivi sui bambini anche a livello genetico. I ricercatori hanno infatti scoperto l’importante connessione tra lo stile di vita delle madri durante la gravidanza con il rischio di obesità e di alterazioni genetiche nel nascituro. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/cambiamenti-dello-stile-di-vita-durante-gravidanza-modificano-geni-dei-bambini/

Depressione, scienziati scoprono popolazione di neuroni fortemente coinvolta

Lo studio è stato pubblicato su Molecular Psychiatry.Un team di ricercatori ha scoperto che una piccola popolazione di specifici neuroni nel cervello, precedentemente collegati all’appetito, possono avere un ruolo altrettanto importante anche per quanto riguarda la depressione. Si tratta dei neuroni AgRP che si trovano nella zona inferiore dell’ipotalamo, un’area denominata anche nucleo arcuato. La scoperta è stata effettuata dagli scienziati del Medical College of Georgia (MCG). Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/depressione-scienziati-scoprono-popolazione-di-neuroni-fortemente-coinvolta/

“Effetto Michelangelo”, le opere d’arte e la realtà virtuale potenziano l’efficacia delle terapie di neuroriabilitazione

Uno studio pubblicato sulla rivistaFrontiers in Psychology e condotto presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS, in collaborazione con ricercatori dei dipartimenti di Psicologia e di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza e di Unitelma Sapienza dimostra che I grandi capolavori dell’arte, uniti alla tecnologia virtuale potenziano l’efficacia della neuroriabilitazione a favore di persone che, a seguito di un ictus, hanno subito danni neurologici gravi che comportano la riduzione o la perdita dell’utilizzo di un braccio o di un lato del corpo (emiplegia). Arte Magazine http://www.artemagazine.it/attualita/item/12523-effetto-michelangelo-le-opere-d-arte-e-la-realta-virtuale-potenziano-l-efficacia-delle-terapie-di-neuroriabilitazione

 

 

Morbo di Crohn, scoperto importante enzima coinvolto in infiammazione intestinale

Uno studio pubblicato su Cell Host and Microbe illustra un’importante scoperta è stata fatta da un team di ricercatori della Weill Cornell Medicine e della NewYork-Presbyterian riguardante la malattia di Crohn. I ricercatori hanno scoperto che i pazienti con malattia di Crohn mostrano una certa sovrabbondanza di un batterio intestinale denominato Escherichia coli aderente-invasivo o adherent-invasive Escherichia coli (AIEC). Questo batterio sembra promuovere l’infiammazione l’intestino attraverso un particolare processo.
I ricercatori hanno infatti scoperto che questi batteri producono dei metaboliti che interagiscono con le cellule del sistema immunitario presenti rivestimento dell’intestino, cosa che poi porta all’infiammazione. Notizie Scientifiche  https://notiziescientifiche.it/morbo-di-crohn-scoperto-importante-enzima-coinvolto-in-infiammazione-intestinale/

Un’infanzia felice non assicura la sanità mentale degli adulti

Lo studio sull’ infanzia felice é stato pubblicato su Current Psychology, secondo una nuova ricerca dell’Università del South Australia, un’infanzia felice e sicura non sempre protegge un bambino dallo sviluppo di un disturbo mentale. Il team ha esaminato come le esperienze della prima infanzia si relazionano a diversi percorsi di sviluppo. Ha poi analizzato come questi potrebbero essere associati a una cattiva salute mentale. Dato che le esperienze infantili sia positive che negative si manifestano come ansia o altri disturbi di salute mentale nell’età adulta, i ricercatori ritengono che sia la nostra capacità di adattarci – o meglio non adattarsi – a scenari inaspettati che influenza la salute mentale. Ultima Voce https://www.ultimavoce.it/uninfanzia-felice-non-assicura-la-sanita-mentale-degli-adulti/?

 

Gli effetti della dieta vegana sul metabolismo dei bimbi

Uno studio pubblicato su Embo Molecular Medicine e realizzato dall’Università di Helsinki, che ha coinvolto 40 bimbi sani negli asili nido della capitale finlandese svela che la dieta vegana ha un effetto sul metabolismo dei bambini: infatti, i livelli nel sangue dei biomarcatori per le vitamine A e D, delle forme di colesterolo e degli amminoacidi essenziali sono risultati significativamente inferiori nei bambini con dieta vegana rispetto a chi, invece, conduceva una dieta onnivora.  Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32526469/gli-effetti-della-dieta-vegana-sul-metabolismo-dei-bimbi/?tag=11068192937&tkg=1&cnt=1

Salute: cannabis in età adolescenziale associata a calo del quoziente intellettivo

Una diminuzione del quoziente intellettivo è stata rilevata nei soggetti che hanno fatto uso di cannabis nell’età adolescenziale. Lo studio del Dipartimento di Psichiatria del Royal College of Surgeons. E’ proprio nel periodo nell’adolescenziale che l’uso di questa sostanza è associata a condizioni di salute mentale peggiori, ad un un aumento del rischio di disturbi dell’umore, autolesionismo e suicidio. É dimostrato come l’utilizzo di cannabis è associato a più bassi livelli di istruzione, di occupazione e, per quanto riguarda la salute, ad un alto rischio di incidenti motori. Scienze Notizie https://www.scienzenotizie.it/2021/02/06/salute-cannabis-in-eta-adolescenziale-associata-a-calo-del-quoziente-intellettivo-4243558

 

 

 

 

Realtà virtuale può provocare malesseri che durano anche più di 50 minuti secondo studio

Un nuovo studio apparso sul Journal of Medical Internet Research avverte di nuovi pericoli riguardo all’utilizzo della realtà virtuale. I ricercatori dell’Università dell’Australia Meridionale, infatti, hanno analizzato le conseguenze relativa ad uno dei giochi più popolari della categoria degli “exergame”, ossia quei giochi indicati soprattutto per chi trascorre una vita sedentaria in quanto possono essere considerati, anche, una forma di esercizio fisico. Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/realta-virtuale-puo-provocare-malesseri-che-durano-anche-piu-di-50-minuti-secondo-studio/

 

Scoperto batterio intestinale che induce madri di topo a trascurare figli

In uno studio pubblicato su Science Advances i ricercatori descrivono la scoperta di un collegamento diretto tra un particolare microbo del microbioma intestinale delle femmine di topo e il comportamento materno.i batteri presenti come colonie nell’organismo, ad esempio nell’intestino, possono agire fortemente anche sul cervello, fino ad arrivare a modificare anche il comportamento.  Notizie scientifiche https://notiziescientifiche.it/scoperto-batterio-intestinale-che-induce-madri-di-topo-a-trascurare-figli/

Scoperto un sistema di ventilazione all’interno delle cellule del cuore

Pubblicato sulla rivista Circulation Research,Il lavoro interdisciplinare che combinando competenze di fisiologia cardiaca, microscopia ottica ed elettronica ha scoperto un meccanismo di diffusione assistita all’interno delle cellule cardiache e si è dimostrato come questo meccanismo sia indispensabile per mantenere in giusto equilibrio ionico all’interno delle cellule del muscolo cardiaco. Il Valore Italiano https://www.ilvaloreitaliano.it/scoperto-un-sistema-di-ventilazione-allinterno-delle-cellule-del-cuore/

Ricerca, importante scoperta medica: individuato il meccanismo che causa disabilità intellettiva

Pubblicato su PNAS lo studio di un gruppo dell’Istituto di neuroscienze del Cnr che rivela un nuovo meccanismo associato all’insorgenza di patologie dello sviluppo del cervello , dovuto ad un’alterazione nella maturazione dei neuroni durante i primi mesi di vita dei bambini come conseguenza della mutazione del gene OPHN1, associato alla disabilità intellettiva umana. MeteoWeb http://www.meteoweb.eu/2021/02/ricerca-medica-meccanismo-causa-disabilita-intellettiva/1541814/

Confermato il legame del Covid con la demenza

Pubblicato su Alzheimer’s & Dementia uno studio che indica che anche le forme lievi di Covid-19 possono avere effetti negativi cronici sul sistema nervoso e peggiorare il declino cognitivo e la depressione. DotttNet https://www.dottnet.it/articolo/32526344/confermato-il-legame-del-covid-con-la-demenza/?tag=11062443328&tkg=1&cnt=1

LE NEWS DI GENNAIO

Secondo uno studio, pubblicato su Science Advances, Il sonno profondo ha una capacità unica di rimuovere i “rifiuti” del cervello tra cui proteine tossiche che possono portare a malattie neurodegenerative come l’Alzheimer: è questo il risultato di un nuovo studio della Northwestern University che sottolinea, ancora una volta, così come hanno fatto diversi altri studi, quanto sia importante dormire bene. Notizie Scientifiche https://notiziescientifiche.it/fase-del-sonno-profondo-fondamentale-per-eliminare-rifiuti-dal-cervello/

Pubblicato sulla rivista EMBO Molecolar Medicine lo studiodei ricercatori dell’SR-Tiget di Milano che dimostra come la tecnica CRISPR-Cas9 potrebbe consentire di correggere il difetto genetico alla base della patologia. Osservatorio Malattie Rare https://www.osservatoriomalattierare.it/malattie-rare/immunodeficienze/16914-sindrome-iper-igm-nuove-speranze-di-cura-grazie-all-editing-genomico

Dieta mediterranea verde ha effetto potentissimo su steatosi epatica non alcolica

Un team di ricercatori dell’Università Ben-Gurion del Negev, aiutati da colleghi provenienti da altri istituti internazionali, ha scoperto che una nuova dieta, basata sulla dieta mediterranea e denominata “dieta mediterranea verde”, si rivela utile contro la cosiddetta “malattia del fegato grasso” o steatosi epatica non alcolica (NAFLD).Lo studio è stato portato avanti su 294 persone con un’età media di cinquant’anni con obesità addominale. Queste persone sono state divise in tre gruppi: uno doveva sottostare ad un regime alimentare sano, un altro alla dieta mediterranea classica e un altro la dieta mediterranea verde. Notizie Scientifiche https://notiziescientifiche.it/dieta-mediterranea-verde-ha-effetto-potentissimo-su-steatosi-epatica-non-alcolica/

 

Scoperte le informazioni genetiche dei microbi che contaminano le cellule cancerose

Pubblicato sulla rivista scientifica Cell Host & Microbe uno studio che dimostra che anche i batteri vivono nei tumori. È grazie all’intelligenza artificiale che è stato possibile scoprire le informazioni genetiche dei microbi che contaminano le cellule cancerose. A realizzare questo algoritmo sono stati i ricercatori della Duke University che hanno fatto un passo in avanti nell’analisi del microbiota. Grazie a questo lavoro,  potrà essere possibile individuare nuovi biomarcatori patologici che permettono la diagnosi precoce e capire come numerosi tumori influenzano l’organismo.  Dott Net https://www.dottnet.it/articolo/32526403/scoperte-le-informazioni-genetiche-dei-microbi-che-contaminano-le-cellule-cancerose/?tag=11065245749&tkg=1&cnt=1

Disturbo bipolare: scoperta la causa della resistenza ai farmaci a base di litio

Uno studio pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry identifica un nuovo potenziale target farmacologico per il Disturbo Bipolare e un biomarcatore per la non reattività del litio. Sono state analizzate le cellule di pazienti che rispondono ai farmaci a base di litio (responder), pazienti resistenti alla terapia e persone non affette da disturbo bipolare.Dallo studio dei neuroni è emerso che le variazioni dei livelli di LEF1 sono la caratteristica che distingue maggiormente i responder dai non responder. Popular Science http://www.popsci.it/canali-medicina/disturbi-umore/disturbo-bipolare-scoperta-la-causa-della-resistenza-ai-farmaci-a-base-di-litio.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03

Autocontrollo infantile: previene la vecchiaia e aumenta la qualità della vita

Uno studio condotto da Leah Richmond-Rakerd e Terrie E. Moffitt ha esaminato l’associazione tra autocontrollo infantile e invecchiamento di mezza età in una coorte di bambini rappresentativa della popolazione seguita dalla nascita all’età di 45 anni, lo studio Dunedin. Lo studio suggerirebbe  l’ipotesi che ci possano essere opportunità per costruire la preparazione all’invecchiamento. Ultima Voce https://www.ultimavoce.it/autocontrollo-infantile-come-prevenire-la-vecchiaia-e-migliorare-la-qualita-della-vita/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=autocontrollo-infantile-come-prevenire-la-vecchiaia-e-migliorare-la-qualita-della-vita

LE PERSONE POSSONO MENTIRE PER SEMBRARE ONESTE

Secondo una ricerca pubblicata dall’American Psychological Association le persone possono sentirsi a disagio di fronte a situazioni che sembrano essere eccessivamente a loro favore tanto da ritenere necessario inventare una giustificazione per rendere tutto più credibile agli occhi di chi le ascolta. Risultati simili sulla menzogna per apparire onesti sono stati ottenuti in una serie di esperimenti condotti con avvocati e studenti universitari in Israele e partecipanti online negli Stati Uniti e in Gran Bretragna e sono stati pubblicati dal Journal of Experimental Psychology: General. Psicoline https://www.psiconline.it/news-di-psicologia/le-persone-possono-mentire-per-sembrare-oneste.html

Melanoma: scoperti nuovi meccanismi alla base della resistenza ai farmaci

Uno studio pubblicato su Biomedicines di un gruppo di ricercatori dell’ISS, in collaborazione con i colleghi dell’IDI-IRCCS e del Campus Biomedico di Roma, ha individuato e descritto nuovi meccanismi che spiegano, almeno in parte, il grave problema della resistenza ai farmaci nel melanoma, la forma più letale di cancro della pelle, il cui tasso di incidenza è in rapido aumento. Meteo Web http://www.meteoweb.eu/2021/01/melanoma-scoperti-nuovi-meccanismi-base-resistenza-farmaci/1535144/

 

 

L’uso di naltrexone diminuisce rischio di ricovero per disturbi da uso di alcol secondo studio

Secondo uno studio pubblicato su Addiction L’uso del naltrexone, da solo oppure insieme al disulfiram, può essere collegato ad un rischio più basso di ricovero causato da disturbo da uso di alcol (alcohol use disorder, AUD) rispetto al non utilizzo di farmaci per l’AUD. Notizie Scientifiche https://notiziescientifiche.it/luso-di-naltrexone-diminuisce-rischio-di-ricovero-per-disturbi-da-uso-di-alcol-secondo-studio/

SCOPERTO UN TRATTAMENTO PROMETTENTE PER DISTURBO DISFORICO PREMESTRUALE PMDD

 Pubblicato sull’American Journal of Psychiatry, uno studio  clinico multicentrico, in doppio cieco, controllato con placebo, in cui i ricercatori dell’Università di Uppsala, del Karolinska Institutet e dell’Università di Umeå, hanno dimostrato per la prima volta l’efficacia di un modulatore selettivo del recettore del progesterone come trattamento per la PMDD. Psicoline https://www.psiconline.it/news-di-psicologia/trattamento-promettente-per-disturbo-disforico-premestruale-pmdd.html

DISTURBO AFFETTIVO STAGIONALE E DISTURBO DISFORICO PREMESTRUALE UN CONTINUUM PSICOPATOLOGICO: IL RUOLO DELLA SEROTONINA https://www.medicinaxtutti.it/2020/12/02/disturbo-affettivo-stagionale-e-disturbo-disforico-premestrualeun-continuum-psicopatologico-il-ruolo-della-seretonina/

 

 

 

Bambini schiaffeggiati più soggetti a problemi mentali fino all’infanzia secondo studio

Uno studio apparso su Child Abuse and Neglect e condotto da ricercatori dell’University College di Londra afferma che I bambini schiaffeggiati o puniti fisicamente già all’età di tre anni possono poi avere più problemi di cattiva salute mentale e problemi comportamentali fino all’età di 14 anni rispetto ai bambini non schiaffeggiati.Notizie Scientifiche https://notiziescientifiche.it/bambini-schiaffeggiati-piu-soggetti-a-problemi-mentali-fino-allinfanzia-secondo-studio/

Analisi del sangue per la diagnosi precoce dell’Alzheimer.

In tre recenti pubblicazioni su Molecular Psychiatry , Brain  e  JAMA Neurology i ricercatori dell’University of Gothenburg forniscono prove convincenti che un esame del sangue sviluppato internamente per la malattia di Alzheimer può rilevare precocemente la malattia e seguirne il decorso, il che ha importanti implicazioni per il potenziale utilizzo in pratica clinica e sperimentazioni terapeutiche. Medicina in Biblioteca https://blogpinali.wordpress.com/2021/01/13/analisi-del-sangue-per-la-diagnosi-precoce-dellalzheimer/

 

Autismo, scoperti negli spermatozoi i biomarcatori che potrebbero determinarlo

E’ stato pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Epigenetics uno studio condotto tra gli altri dall’Ivi-Rma di Valencia e dall’Università di Washington.Sono stati individuati negli spermatozoi alcuni biomarcatori che possono indicare una propensione a generare figli con disturbo dello spettro autistico. Sono definiti “epigenetici”, perchè comportano modifiche ai fattori molecolari che regolano l’attività del genoma, e possono essere trasmessi alle generazioni future. La Repubblica https://www.repubblica.it/salute/2021/01/13/news/scoperti_i_biomarcatori_che_prevedono_il_rischio_autismo_sono_negli_spermatozoi-282246350/?rss

 

 

Il ruolo del microbiota intestinale nel cancro alla prostata: la ricerca vincitrice del Challenge Award 2020

“Mirare al microbiota ospite per invertire la resistenza terapeutica nei tumori letali della prostata” è il titolo del progetto promosso dal team di ricerca internazionale guidato dal Prof. Alimonti e dal Prof. Johann De Bono per studiare il ruolo del microbiota intestinale nel cancro alla prostata premiato   al Challenge Award 2020. In particolare, il lavoro del team di ricerca si concentrerà sulla attuazione di un nuovo protocollo clinico che combina una terapia standard in associazione a farmaci in grado di modificare il microbiota intestinale. Meteo Web  http://www.meteoweb.eu/2021/01/microbiota-intestinale-cancro-prostata/1532547/

Creata nuova farina che potrebbe sostituire carboidrati raffinati

Un nuovo studio, pubblicato  su Food Hydrocolloids presenta un nuovo ingrediente alimentare, una sorta di nuova farina, è stata sviluppata da un team di ricercatori Quadram Institute e del King’s College di Londra. Questo nuovo alimento ha lo scopo di sostituire i carboidrati raffinati in vari alimenti che, soprattutto nelle diete occidentali, vengono praticamente consumati ogni giorno. “Incorporare il nostro nuovo tipo di farina nel pane e in altri alimenti di base offre l’opportunità di sviluppare la prossima generazione di prodotti alimentari a basso indice glicemico per sostenere le misure di salute pubblica per migliorare la salute attraverso diete migliori”, spiega Cathrina Edwards, una ricercatrice del Quadram che sta partecipando al progetto. Notizie Scientifiche https://notiziescientifiche.it/creata-nuova-farina-che-potrebbe-sostituire-carboidrati-raffinati/

 

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